Annegato davanti alla moglie e al figlio, per aver voluto fare qualche bracciata nel mare agitato. È finita così la vita di Sinisa Brankovic, serbo di 45 anni: una tragedia dovuta all'imprudenza alla quale si è aggiunta la disperazione della donna, lasciata sola a vegliare il cadavere del marito, senza neppure il conforto di una presenza, di una parola.
Brankovic, operaio, abitava da qualche tempo a Costabissara, assieme alla moglie e ai due figli. Ieri i due genitori e uno dei ragazzi avevano deciso di andare a Isola Verde, punto di ritrovo per molti stranieri. La famiglia si era fermata nel tratto di spiaggia libera tra gli stabilimenti Tamerici e Sol Leone. Quindi la decisione di tuffarsi in mare. Un mare niente affatto tranquillo: grandi onde - conseguenze dei temporali della notte precedente - si abbattevano sulla riva e tra le dighe del litorale. La donna e il ragazzino erano rimasti vicino alla riva, ma l'uomo si era messo nuotare verso la diga. Inutili gli avvertimenti dei bagnini che l'avevano visto, ma erano troppo lontani per intervenire. Forse lui non li ha sentiti o, forse, era già stato preso dalle onde. In pochi secondi è sparito tra i flutti, mentre i bagnini, abbandonate le torri, correvano verso di lui.
L'hanno trovato qualche decina di minuti più tardi, anche con l'aiuto di una moto d'acqua, ma non c'era più nulla da fare.
Il corpo è stato messo su una sdraio e coperto con un telo, in attesa dell'arrivo della polizia e del medico legale. Ed è stato in questo lasso di tempo che la povera donna, che non parla italiano, si è trovata sola, di fronte al corpo del marito e nessuno che le desse conforto. «Saltava sulla spiaggia come impazzita - racconta un testimone - era disperata, piangeva, urlava». Una scena straziante durata almeno un'ora prima che arrivasse il carro funebre a portarsi via, in un solo colpo, il corpo dell'uomo e le speranze del futuro della donna.