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Venerdì 28 Ottobre 2016
Gesto simbolico ad Arborea

Gesto simbolico ma di grande importanza ad Arborea.
Il presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, consegna alla comunità veneta di Arborea, in Sardegna, nella provincia di Oristano, il vessillo di San Marco che nella scorsa primavera "fu portato in staffetta lungo le strade del Veneto dalla chiesetta e piazza di San Marco a Pai di Sopra in quel di Torrin del Benaco sul lago di Garda fino alla Basilica di San Marco a Venezia dove fu accolto dal Patriarca".
Queste le parole dirette di Ciambetti che, il 29 ottobre 2016, visiterà alcune strutture produttive, prima di inaugurare "Re-Volvér”, mostra dell'artista vicentina Michela Mantoan, in presenza anche del sindaco di Campo San Martino (Padova), Paolo Tonin, dal consigliere regionale Luciano Sandonà e dal presidente dell'associazione Veneti nel Mondo onluss, Aldo Rozzi Marin, e da Matteo Grigoli promotore del Cammino "Da San Marco a San Marco".
La consegna del vessillo di San Marco avverrà la sera dopo la rappresentazione teatrale "Arborea, la bonifica e i primi pionieri" testo in sardo-veneto messo in scena dalla compagnia "I Guasti”.
Questa è una tradizione che perdura nel tempo e spazia geograficamente per arrivare fino a dove la gente veneta ha dato il suo contributo sulla Terra.
Il presidente del consiglio Veneto ne ricorda la storia, raccontando "il viaggio" del dono e del suo significato.
Infatti ”ogni anno la bandiera che giunge a Venezia nella Basilica di San Marco viene donata ad una comunità di Veneti all'estero: dopo Argentina, Cile, Perù, lo scorso anno fu la volta della comunità di Santa Tereza del Rio grande do Sul (Brasile) e questa volta la scelta porta il vessillo marciano in Sardegna ad Arborea dove la comunità veneta è ancora il cuore vivo di questa cittadina.
Proprio qui, nella vasta piana a sud di Oristano, il 29 ottobre del 1928 fu inaugurato il Villaggio Mussolini poi chiamato nel 1944 Arborea. Siamo nel cuore di quella bonifica della piana di Terralba avviata già in epoca giolittiana ma conclusa appunto durante il Ventennio. Qui, analogamente a quanto sarebbe avvenuto nell'Agro Pontino , furono fatti arrivare coloni veneti, in particolare dalla Marca Trevigiana e dal Veneto centrale. Non casualmente Arborea è gemellata con la trevigiana Villorba.”
Il fulcro Veneto della Sardegna si esprime ancora nel linguaggio, nei segni e negli usi, tanto che la stessa comunità alloglotta veneta non ha mai perso parole, lemmi e modi di dire, che forse lo stesso paese d’origine, il Veneto, ha lasciato nel tempo.
Una comunità padana di lavoratori che vive sempre dentro ad una pianura, ma non quella dei natii borghi nebbiosi, bensì a quelli assolati del Campidano, sapientemente irrigati e inverditi dall’inseparabile elemento-acqua che fa di questo nuovo luogo, uno dei più irrigui del centro-sud.
Un altro elemento che connota la cultura veneta, è quello della innata capacità alla cooperazione e all’unione delle forze umane.
Questi elementi hanno reso possibile una sempre attenta propensione alla produzione; in questo caso si rivela attuale e innovativa l'eccellenza della produzione lattiero casearia, di qualità, frutto di un modello della tradizionale zootecnia veneta.
Il segreto sta nell'organizzazione comunitaria, solida e compatta, che promuove da sempre il capitale umano e il capitale sociale della comunità di appartenenza.
Alessandra Carbognin
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www.alessandracarbognin.it



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