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Mercoledì 17 Maggio 2017
quando la Natura esprime il massimo attraverso le mani dell'uomo

...quando la Natura esprime il massimo attraverso le mani dell'uomo...

Mentre gran parte del mondo viaggia verso una sorta di anti-intolleranza, ovvero si amplifica la sensibilità in ambito scientifico volta a contrastare le sempre maggiori intolleranze alimentari, di piccoli e adulti (dai latticini, alle farine, in aumento anche le forme celiache, ecc.), c'è chi punta al benessere come cultura quotidiana, dalla produzione, alla tavola, dalla scelta degli ingredienti, alla loro lavorazione.
Così si presentano Le serate di degustazione PBread & Co. di maestri lievitai, come Stefano PIBI che abbiamo conosciuto nella precedente edizione e, che, a distanza di pochi mesi, ha conquistato il nuovo titolo di "Classificato" al Panettone Gourmet (espugnando un nobilissimo terzo posto), e ancora di artisti agronomi e produttori vinicoli di eccellenza come Pietro LILLIU e, presente alle serate, Stefano SOI, architetto e artista del vino.
La filosofia che ha animato le iniziative PB & Co parte da una considerazione tanto semplice e pura, quanto fondamentale che lega tutti i promotori di questi incontri tematici di sapori e cultura del gusto, ovvero quella che ritiene che tutto inizia dal "dove, dal come, e con il tempo giusto".
La lievitazione, per esempio (regola a cui il maestro Pibi mai transige), va maturata col suo giusto tempo. Solo attraverso la cultura del ritorno alla verità di natura – è stato detto a chiare lettere – si potranno evitare future intolleranze e sofisticazioni della vita quotidianadelle prossime generazioni.
Ed ecco uno degli scopi delle serate, vale a dire dimostrare che non solo è possibile, ma è oltremodo doveroso consentire alla natura di riappropriarsi dei propri tempi, dei suoi ritmi, perché possa donarci una qualità della vita decisamente migliore.
Il taglio simbolico del nastro è stato affidato alla sfilata di focacce tradizionali genovesi, classiche o integrali di grano saraceno, con cicoria saltata ai sapori, guanciale fresco e monte veronese, o con pomodorini e pecorino mustela preparate dal maestro appassionato di farine e lievitAzione.
Le danze si sono accompagnate poi, da cavalieri d'eccezione: i vini eleganti di Stefano Soi e di Pietro Lilliu che, dopo il successo continuo della grande Fiera del Vinitaly, credono sempre più nel valore di questo settore.
Le verdure e la frutta presentate alle serate provengono dalla scelta di Corrado D'ANGELO dei box di San Benedetto di Cagliari, uno dei mercati più grandi d'Europa, mentre i salumi e i formaggi sono stati promossi dalle botteghe di Selargius, che ne curano la provenienza regionale, nazionale e internazionale.
Piccole produzioni, eccellenze e studio del territorio.
Questa la ricetta per trattare a livello locale con il piccolo produttore e sia con gli intenditori d'oltre confine.
Ciò che viene vissuto nelle serate PBread lo possiamo far immaginare ai nostri cari lettori... trasformando per un momento con la fantasia ogni settore alimentare presentato, con le sue perle scelte per l'occasione, in piccoli angoli tematici di degustazione.
Il motivo per cui, anche qui a Cagliari, è possibile degustare un formaggio prelibato come un Monte Veronese di malga dei monti lessini (a pochi passi da Verona) annata 2015, lavorato esclusivamente nel periodo estivo con una vita di ben due anni di stagionatura, lo andiamo subito a scoprire.
È ora possibile infatti, apprezzare questa eccellenza in tutto il mondo, grazie alla tenacia di chi non ha voluto far morire il ricordo di queste tradizioni preziose, ma le ha rigenerate all'interno di un circuito vivo.
Approfondiamo il fatto storico: vi fu il rischio reale della scomparsa definitiva di questa tradizione lavorata direttamente in malga, con il danno concreto di non poter più apprezzarne il prodotto finito.
Per avere invece ancora fra noi questa nuova occasione di recupero della tradizione e dei suoi segreti (operata dalle poche mani montane esperte), il mondo della culinaria può riconoscere a Slow Food il merito e l'impegno (determinato) per aver ricreato un mercato e una filiera per questo formaggio davvero unico.
Prima di lasciare il reparto immaginario, rimanendo sempre all'interno dei formaggi, un'altra proposta serale degna di nota, è stata la presentazione di un semicotto di latte di pecora sarda a pasta pressata meccanicamente della terra di Olbia al 100%.
Questo numero percentuale, segno tangibile della qualità, si ripresenta numerose volte con orgoglio e fierezza negli occhi dei fautori di queste produzioni e di queste serate tematiche. Gli stessi protagonisti descrivono minuziosamente e con passione ogni procedura e scelta coraggiosa di qualità intrapresa.
Ma vediamo ora di scoprire altri segreti...
Il reparto prende la forma artistica di Stefano Soi originario di Nuragus, dentro la quale troviamo ogni vino come espressione dell'Uomo, del territorio che lo produce e, in questo caso, anche della famiglia che lo produce, visto che gli avi Soi annoverano il primo enologo sardo dell'isola.
La figura di Stefano Soi parla di appartenenza e di rispetto: la prima riferita ai delicati vitigni di zona che racconta tutta la loro esistenza, il secondo, relativo alla natura, al rispetto idrico e alla libertà che la natura di zona si prende creando il proprio adattamento, vigne comprese, sinergico e tipico del medesimo ambiente.
Queste le colline del Sarcidano, arse per natura, prive di concimi chimici, ma cariche di sole e minerali naturali, sabbia intrisa di macchia mediterranea, argilla e calcare.
Così deve essere anche il vino da esse prodotte, ovvero nato da una sana maternità.
Un'inversione filosofica che sposa la verità delle cose.
La verità delle cose porta benessere, quello baciato dall'appartenenza e dal rispetto, sinora dipinto.
Solo per definire un esempio, la fermentazione, per Soi, ricrea benessere nelle botti di legno (ad esclusione di un unico suo vino a cui piace inebriarsi dentro alle botti d'acciaio, per sviluppare sempre profumi e sapori anziché grado alcolico).
Il punto fondamentale di tutto questa realtà viene racchiuso da un pensiero nobile: solo se dentro alla catena produttiva portiamo la parola amore, allora il prodotto supera quello della qualità, oltrepassando anche quello di nicchia.
Il prodotto si può dire di nicchia, quando va verso la metaqualità, ovvero quando ricrea l'anima al vino.
La culla di quest'anima è fatta di legno, pietra, acciaio e lana di pecora.
Impossibile non amare anche ciò che viene curato e degustato.
La cultura sinergica portata avanti e sapientemente descritta da Soi si lega con quella iniziale di Pibi.
Entrambi fondano il proprio stile su una logica naturale pura:
la vigna crea l'uva non per fare vini buoni, ma per produrre altre specie di vigna, attraverso la resa accattivante del proprio frutto.
Ed è il motivo per il quale le biodiversità arricchiscono il terreno.
Come le sinergie nutrono la terra, così il tempo valorizza la lievitazione.
La natura sa esprimersi al massimo se l'uomo la rispetta nei suoi segnali, modi e tempi.
La tutela dell'ambiente produce direttamente prodotti più buoni e più sani, salvaguardando gli individui nella bontà, proteggendoli anche da allergie e intolleranze.
Le serate firmate BPread, Lilliu e Soi non portano solo il buono e il sano, ma ciò che cercano: l'UNICO.
di Alessandra Carbognin
https://m.facebook.com/alessandracarbogninpage/
www.alessandracarbognin.it




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