Esercito, 20 anni, dalla scomparsa del Capitano M.A.V.M. Manuel Fiorito. Celebrata la Messa, in suffragio del giovane Ufficiale veronese, vittima nel 2006, di un attentato in Afghanistan
“Verona, 6 maggio 2026. Sono trascorsi 20 anni, dalla scomparsa del Capitano Medaglia d’Argento al Valor Militare (M.A.V.M.) Manuel Fiorito, vittima, il 5 maggio del 2006, dell’attentato occorso nella Valle del Musay in Afghanistan. Il Comando delle Forze Operative Terrestri ha voluto ricordarlo, come ogni anno, con una messa in suffragio, celebrata nella mattinata di ieri. Le celebrazioni a ricordo del Cap. Fiorito, all’epoca dei fatti, in forza al 2° Reggimento Alpini di Cuneo, hanno avuto inizio a Verona, con la deposizione di un cesto floreale, presso i Giardini di via Sesini, a lui dedicati, proseguendo poi con la celebrazione della Santa Messa in suffragio presso la Parrocchia San Domenico Savio, alla presenza dei familiari e del Vice Comandante per le Forze da Combattimento del Comando delle Forze Operative Terrestri Generale di Corpo d’Armata Francesco Bruno, che ha presieduto alle celebrazioni, unitamente al prefetto di Verona, dott. Demetrio Martino, al questore della città, dott.ssa Rosaria Amato e ai rappresentanti di Istituzioni militari e civili. Al termine della funzione religiosa, i presenti hanno reso omaggio alla tomba del Cap. Fiorito, presso il Cimitero di San Massimo, con un momento di preghiera e la deposizione di una composizione floreale. Durante le celebrazioni è stata data lettura della motivazione con la quale l’Ufficiale è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria: "Giovane Ufficiale Comandante di pattuglia, interveniva sul luogo, ove, poco prima, si era verificato un grave attentato ai danni di un drappello dell'Afghan National Police. Durante l'intervento, l'unità veniva a sua volta fatta oggetto di attacco terroristico, mediante un ordigno esplosivo, comandato a distanza, che procurava il decesso immediato di un militare e il ferimento di altri cinque. L'Ufficiale, nonostante le gravissime ferite riportate, spronava i suoi uomini a mantenere la calma, rassicurandoli, sul prossimo arrivo dei soccorsi. Notato un componente della pattuglia, ferito seriamente al capo, in un atto di estrema generosità, si trascinava verso di lui, nel tentativo di portargli soccorso. L'Ufficiale spirava, poco dopo l'arrivo dei rinforzi. Fulgida figura di Comandante, che ha saputo infondere, fino all'estremo sacrificio, la forza necessaria per reagire, nell'animo dei propri uomini, costituendo ammirevole esempio di coraggio e dedizione, ispirato alle migliori tradizioni dell'Esercito e della Patria”. Un evento e una commemorazione, che ricordano e commuovono, facendo sapere della grande, eroica azione del giovane Fiorito, che ha perso la vita, mentre, con massima grandezza d’animo, voleva essere d’aiuto ad un suo militare. Un grande insegnamento…! Nella foto: la tomba del Cap. M.A.V.M. Manuel Fiorito.
Pierantonio Braggio

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