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Giovedì 7 Maggio 2026
GIULIETTA E ROMEO A TRIESTE

DI MAURO BONATO
Paolo Valerio sarà il protagonista dell’evento dell’anno il Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste in coproduzione con Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Si tratta della nuova produzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Teatro Stabile di Catania, Centro Teatrale Bresciano

Grazie alla collaborazione tra i due teatri storici della città di Trieste – il Verdi ed il Rossetti - dall’8 al 24 maggio si avrà su un unico palco, quello del Verdi, un’inedita doppia produzione dedicata alla coppia letteraria più celebre della cultura occidentale, Romeo e Giulietta, raccontati in musica grazie all’opera di Gounod ed in prosa col testo di Shakespeare nella regia di Paolo Valerio. Grazie alla regia comune ad entrambi i titoli, i dodici appuntamenti, intrecciati tra prosa e opera, offriranno al pubblico un’occasione unica – in Italia e in Europa – per godere di un excursus storico, letterario e musicale, sui temi eterni di amore e morte, violenza e trascendenza, dall’800 francese di Gounod alla modernità.

Operazione culturale davvero inedita quella pensata dal Verdi di Trieste insieme al Rossetti, che poi porterà il lavoro in prosa in tournée italiana, ove per la prima volta ad un’opera lirica si affianca sullo stesso palco il capolavoro drammaturgico da cui essa è nata, ma nella sua rilettura contemporanea, in un intrigante gioco di rimandi tra il Cinquecento inglese, l’Ottocento francese e la visione contemporanea dell’unico regista Paolo Valerio, nome affermato anche come attore, docente e direttore artistico (dal 2021 proprio del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia).
Il Romeo e Giulietta di Shakespeare vedrà sul palco un cast di prim’ordine, un notevole gruppo di attori - molti dei quali per scelta registica giovanissimi - che attraverso un lavoro potente e armonioso assicurano alla messinscena di questo capolavoro il giusto equilibrio di energia, vitalità, leggerezza, poesia nella parte iniziale, per condurre poi il pubblico nella drammatica e toccante conclusione. Sono Giacomo Albites Coen, Sebastiano Caruso, Pietro Desimio, Alessandro Dinuzzi, Fulvio Falzarano, Francesca Masini, Giulia Perelli, Stefano Scandaletti, Pietro Sparvoli, Caterina Truci, protagonisti di una edizione di Romeo e Giulietta che in prosa, pur restando fedelmente radicato al testo poetico di Shakespeare alluderà anche a temi attuali.
«Desideravo che a questa nuova edizione di “Romeo e Giulietta” facesse sfondo un luogo universale, che potesse raccontare la tragedia dei due amanti in un contesto di violento contrasto, come è nel testo di Shakespeare: l’odio delle famiglie insanguina le strade di Verona. E che fosse in forte rapporto con il tema dell’inutilità della guerra, poiché oggi il tema del conflitto è così atrocemente, insensatamente presente, che mi sembra impossibile estraniarsene» dichiara infatti Paolo Valerio. «Ho pensato di alludere alla guerra dei Balcani perché si tratta di uno scenario vicino a noi ma al contempo posto ormai a una qualche distanza. Trascorsi trent’anni, sono evidenti la complessità inestricabile del tema dei nazionalismi e delle etnie, ed un bilancio doloroso che mostra come abbiano perso tutti…» Il mondo di Sarajevo è stato dunque per il regista un percorso d’ispirazione cui alluderanno ad esempio alcune immagini della bella scenografia dominata da uno specchio, che cita il genio di Josef Svoboda e darà ancor più forza alla sete di vita dei giovani protagonisti anche davanti alla solitudine, alla sordità della generazione adulta, alla disperazione.

«Il progetto “Roméo et Juliette”“Romeo e Giulietta” vede unirsi in una coproduzione rara la Fondazione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - conclude il regista Valerio - la possibilità di firmare le due regie e affrontare negli stessi giorni il doppio impegno delle prove e dei debutti, è per me un onore e un’opportunità, nonché un omaggio a Trieste, alla sua regione ai suoi meravigliosi teatri».

L’opera di Gounod in tutta la storia della città è stata rappresentata solo due volte – nel 1913 e nel 2010 – aggiungendo un’ulteriore ragione di interesse a questo raro ritorno in nuova veste. Inoltre la travagliata vicenda creativa del Roméo et Juliette, intrappolato tra le esigenze produttive di genere del sistema tardo ottocentesco francese, e l’anelito di libertà estetica di Gounod, sembra proprio preludere alla rilettura complessiva di Paolo Valerio, puntando l’accento nel finale sul valore eterno, trascendente dei temi scespiriani e quindi ad un’interpretazione atemporale prima e attuale poi.

Anche l’opera in prosa vedrà poi, in via del tutto eccezionale, l’orchestra del Teatro Verdi impegnata sulle musiche originali di V Sivilotti, pianista, direttore e compositore, figura trasversale tra musica colta e cantautorato con molte collaborazioni eccellenti all’attivo, fra cui Peppe Servillo, Tosca, Antonella Ruggiero, Elisa tra i tanti. Konzertmeister e violino solista per le composizioni di Sivilotti, sarà la storica spalla del Verdi Stefano Furini e si esibiranno in solo anche la violoncellista Maria Giulia Lanati e il trombone di Domenico Lazzaroni. Impegno produttivo quindi di grande peso per tutte le maestranze artistiche del Verdi ed anche per il team creativo, che vede la maggior parte delle figure apicali impegnate in entrambe le produzioni con Francesca Tunno per le scene, Stefano Nicolao per i costumi, Claudio Schmid alle luci e Alessandro Papa per i contributi video, mentre le coreografie di Gounod saranno affidate a Daniela Schiavone e quelle di prosa a Monica Codena.
Sul podio dell’opera al suo debutto nel teatro cittadino Leonardo Sini, uno dei giovani talenti più interessanti del momento e già ben accolto su palchi del calibro di Maggio Musicale Fiorentino, Tokyo, Deutsche Oper Berlin, Opera Australia e Opéra National de Paris.
L’ampio cast di Gounod vede poi un altro doppio debutto eccellentissimo, al Verdi e nel ruolo di Juliette, quello della nuova diva armena Nina Minasyan, voce contesa dai migliori palchi del mondo, da Vienna a Parigi, ma anche Real de Madrid, Bayerische Staatsoper e Deutsche Oper Berlin. Al suo fianco come Roméo un altro giovane già affermatissimo, dalla Scala ad Arena di Verona, il tenore messicano-americano Galeano Salas, già Duca di Mantova nel Rigoletto al Verdi nella passata stagione. Tra i nuovi talenti in rapida ascesa e debutto cittadino anche il basso Alessandro Abis, il mezzosoprano Nina van Hessen, già alla Scala, Vienna e Berlino, il tenore spagnolo Gillen Minguía sapientemente uniti a voci di maggiore esperienza come il Mercutio di Christian Federici e il Capulet di Luca Dall’Amico.



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