Coldiretti Verona: dazi, pensare subito alle alternative, imparando a fare squadra. Incontro con l’economista Daniele Fornari, sulle sfide commerciali nell’epoca dell’imprevedibilità.
All’indomani dell’annuncio sui dazi del presidente Donald Trump, Coldiretti ha incontrato l’economista Daniele Fornari, docente di Marketing all’Università Cattolica di Piacenza e Direttore di Rem-Lab, per interrogarlo sulle sfide commerciali che attendono il comparto produttivo.
“L’unica certezza al giorno d’oggi è l’incertezza” – ha esordito l’esperto alla platea composta da dirigenti e funzionari dell’Organizzazione agricola riunita nella sede del Consorzio Agrario del Nordest. “Siamo passati dall’epoca «degli orologi», in cui tutto era sincronizzato e prevedibile – ha detto – a quello «delle nuvole» dove tutto è incerto. Basti pensare che negli ultimi cinque anni si sono verificate enormi situazioni di discontinuità che hanno fortemente condizionato i paradigmi sociali, culturali ed economici mondiali: dalla pandemia alla rivoluzione digitale, dall’innalzamento dell’inflazione ai conflitti, dal cambiamento climatico a quello demografico, dall’intelligenza artificiale fino alla novità dei dazi americani”. “È innegabile che i dazi porteranno a un periodo di crisi generale – ha spiegato Fornari – basti pensare che la Banca Nazionale ha appena rivisto al ribasso la previsione di crescita del PIL portandolo da un già misero 0,7% allo 0,2%, ma dobbiamo riuscire a fare un cambiamento di mentalità che trasformi la minaccia in opportunità”.
“La prima sfida che dobbiamo superare è di tipo culturale – ha spiegato Fornari – perché dobbiamo innanzi tutto prendere consapevolezza del cambiamento radicale in atto. Questa rivoluzione sociale impone un cambio di comportamento anche nelle strategie commerciali da parte delle imprese che si devono adattare al nuovo ordine creando maggiori sinergie e cooperazione. È necessario cominciare a pensare a delle alternative anche per reagire in modo intelligente alla politica delle guerre commerciali”.
“Le esportazioni di prodotti italiani rappresentano il 40% del PIL nazionale ed è quindi comprensibile la preoccupazione delle nostre imprese – ha concluso Fornari – ma il fatto che il valore dell’export sia aumentato da 28 miliardi di euro nel 2015 a 70 miliardi nel 2024, ci dice molto della capacità tutta italiana di performare e di adattarsi ai cambiamenti. È necessario però unire le forze. Se il fuoriclasse Maradona non avesse avuto i compagni di squadra che gli passavano la palla non avrebbe mai fatto goal”.
Nel suo intervento di chiusura, il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, ha approfondito il tema più caldo del giorno sottolineando che “l’innalzamento dei dazi americani provocherà sicuramente una frenata al nostro export e darà purtroppo nuova spinta al fenomeno dell’italian sounding, che già oggi vale 120 miliardi di euro”. “Pur nella preoccupazione, però, dobbiamo cogliere l’occasione di cominciare a guardare dall’altra parte del mondo – ha detto Vantini – dove c’è un mercato enorme pronto ad accogliere le nostre eccellenze. Coldiretti si è già dotata di uno strumento, Filiera Italia, che è il punto di riferimento per le imprese agroalimentari che rappresentano il meglio del Made in Italy, con i suoi valori di trasparenza, salubrità e legame territoriale, e che sono pronte ad affrontare le nuove sfide che il nuovo ordine mondiale ci sta offrendo”.
Questa mattina si è dunque concluso il percorso ideato dal direttore della Federazione, Massimo Albano, che ha inteso creare momenti di confronto profondo per fare un’analisi delle tematiche connesse al mondo produttivo partendo dai grandi temi di attualità e arrivare così attrezzati per affrontare i grandi cambiamenti in atto. I precedenti incontri, lo ricordiamo, avevano visto come protagonisti il prorettore del Politecnico di Milano, Giuliano Noci, che ha sottolineato la necessità di dotarsi di una nuova bussola commerciale per affrontare il futuro, e il meteorologo Andrea Giuliacci che nel secondo incontro ha prospettato un adattamento obbligato per affrontare i cambiamenti climatici in atto”. Non vi è che accettare, con semplicità, quanto improvvisamente avviene, in tema di economia, in questo nostro tormentato tempo, nel quale, alle guerre e alla debole crescita, s’aggiunge anche la voce dazi, non sorta da sola – il passato, del resto, non è stato, certo, migliore… La soluzione, sicuramente, non facile da trovare, è unicamente nelle nostre mani, e, nel caso del nostro eccellente agroalimentare, non resta che operare uniti, con visione innovatrice, volgendo lo sguardo a possibili nuove piazze, coscienti del fatto, che miracoli non possiamo operare e sperando che i mercati, frutto di decenni di impegno e di lavoro ed, oggi, pesantemente colpiti, non vadano del tutto perduti. Tutto, non trascurando il tema imprevedibilità…
Pierantonio Braggio