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Mercoled 18 Febbraio 2026
“Mozart a Verona” chiude, con l’80% di affluenza media. Un festival diffuso, che ha acceso gennaio in 19 luoghi della città

“Verona, 18- 02-2026. Se fossero Olimpiadi, sarebbe un risultato da podio. Il Festival Mozart a Verona chiude la sua settima edizione con un dato medio di affluenza che sfiora l’80%: un risultato significativo, per una rassegna che, nel mese più freddo dell’anno, ha portato musica, riflessione, bellezza e cultura, in diciannove luoghi mozartiani, dentro e fuori le mura cittadine. Sostenuto da Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena di Verona, con la partecipazione di ventiquattro partner e la direzione artistica di Michele Magnabosco, il Festival ha confermato la propria capacità di trasformare gennaio in un tempo di ascolto condiviso, capace di coinvolgere pubblici diversi per età, sensibilità e interessi. Festival che una volta ancora ha testimoniato la capacità di fare rete di molti tra i principali attori culturali e artistici della città portando ai migliori frutti la buona pratica collaborativa, evidenziando la così la bontà della scelta inclusiva fatta nel 2023 dai quattro enti fondatori di accogliere la collaborazione di realtà partner. Momento di rinnovamento di Mozart a Verona è stata la proposta di un filone parallelo al tema, sempre centrale, mozartiano, allargando la tavolozza delle proposte della rassegna per accogliere un pubblico sempre nuovo e diversificato. Dopo l’omaggio ad Antonio Salieri della precedente edizione, quest’anno il festival si è aperto alla riflessione sul fondamentale contributo dato dalle donne alla nostra cultura arte e storia. Il tema dell’edizione 2026 è stata una dedica corale all’universo femminile, a partire dalla figura di Maria Anna “Nannerl” Mozart, nel 275° anniversario della nascita: questo tema ha intercettato l’interesse della città, dimostrando come il pubblico non solo ami Mozart in tutte le sue declinazioni, ma riconosca nel Festival un appuntamento ormai irrinunciabile dell’inizio dell’anno culturale scaligero. Significativa anche la partecipazione ai concerti di apertura del 5 e 7 gennaio, rispettivamente promossi dall’Accademia Filarmonica, che ha visto protagonista in Sala Maffeiana l’Orchestra di Padova e del Veneto, e da Fondazione Cariverona, con Rosso Verona Baroque Ensemble sulla cantoria dell’organo Bonatti, di San Tomaso Cantuariense, che hanno dato avvio al mese mozartiano, in un clima di attenzione e ascolto condiviso. Tra i momenti di maggiore partecipazione, il tutto esaurito del 9 gennaio, in Sala Maffeiana, per Classic in Jazz. Mozart & Swing con la Big Band Orchestra, proposta capace di far dialogare il classicismo mozartiano con l’energia dello swing. Portare la musica jazz e il suo pubblico nella più antica sala da concerto della città: una scommessa felicemente vinta. Grande attenzione ha accompagnato anche gli appuntamenti dedicati ai giovani, come Mozart e Salieri GOT TALENT della rassegna Arena Young di Fondazione Arena e il concerto degli allievi del Liceo Musicale “Carlo Montanari”, così come gli eventi ospitati in luoghi simbolo della città: la Biblioteca Capitolare con Donne in musica: voci, suoni e storie, il Teatrino di Palazzo Maffei per l’inaugurazione di Musei in Musica, il Museo degli Affreschi con la danza partecipativa Dilettissima Nannerl! e gli appuntamenti con la Scuola Campanaria Verona a San Giorgio in Braida, che hanno inaugurato i festeggiamenti per il 250° anniversario della nascita della prassi esecutiva “metodo alla veronese”. L’universo femminile è stato indagato sia nelle conferenze organizzate dall’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere e da Verona Accademia per l’Opera Italiana sia con la danza, nel concerto-spettacolo Il regno capovolto, che ha visto protagonisti Eliza Cipriani e Luca Condello insieme al Trio Vasari. L’omaggio alle donne si è portato anche nella contemporaneità con il concerto della Società Italiana di Musica Contemporanea in Società Letteraria, nel quale i soprani Carlotta Bellotto e Nadina Calistru hanno presentato opere, in prima assoluta, di compositrici italiane e straniere espressamente scritte per Mozart a Verona. Per la prima volta quest’anno Mozart a Verona ha ospitato un evento dedicato alla Giornata della Memoria: il concerto del Duo Baraldi nella Chiesa di San Domenico al Corso, che ha visto l’eccezionale partecipazione di Diana Castelnuovo-Tedesco, nipote del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco, costretto a emigrare dall’Italia a seguito della promulgazione delle Leggi raziali del 1938. Più che una somma di eventi, questa settima edizione racconta la solidità di una rete. Mozart a Verona è oggi un progetto culturale diffuso, che mette in dialogo istituzioni, fondazioni, realtà musicali, associazioni e luoghi della città, in un intreccio che rafforza l’identità culturale del territorio. Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena di Verona, insieme ai partner coinvolti, hanno confermato la forza di una collaborazione capace di superare i confini dei singoli enti per costruire un racconto unitario, condiviso e riconoscibile. Un percorso che, anno dopo anno, rende Mozart a Verona non solo una rassegna musicale, ma un appuntamento atteso e partecipato, capace di unire memoria e contemporaneità, tradizione e innovazione, in un unico gesto culturale collettivo. Marta Ugolini, Assessora alla cultura del Comune di Verona: “La settima edizione di Mozart a Verona ha dimostrato come un festival di musica classica possa trasformarsi in un vero laboratorio di innovazione culturale. Con lo slogan "il genio in città", la scommessa di quest'anno è stata l'adozione di linguaggi ibridi: far dialogare il classicismo con lo swing o con la danza contemporanea non è stata solo una scelta artistica, ma una strategia precisa per intercettare nuovi pubblici. Il successo di affluenza, conferma che i cittadini rispondono con entusiasmo quando la cultura esce dai circuiti tradizionali per abitare luoghi diversi della città, dalle chiese ai musei fino alle biblioteche storiche. In particolare, il focus sull'universo femminile ha permesso di connettere la memoria storica a riflessioni contemporanee, rendendo la rassegna un'esperienza partecipativa capace di parlare a generazioni diverse, dai giovanissimi agli appassionati di lungo corso. Un plauso speciale va alla Direzione Artistica, la cui visione lungimirante ha saputo trasformare l'eredità mozartiana in un ponte verso il futuro. Questo straordinario risultato non sarebbe stato possibile senza il fondamentale sostegno dei nostri partner e delle istituzioni coinvolte, ma soprattutto senza il calore dei partecipanti, il cui entusiasmo rimane l'anima di Mozart a Verona.” Michele Magnabosco, direttore artistico di Mozart a Verona: “Grazie all’impegno degli enti organizzatori e al generoso contributo degli enti partner – con in prima linea le più importanti realtà culturali e artistiche cittadine – Mozart a Verona cresce a ogni edizione, con proposte nuove e diversificate, attirando sempre nuovi pubblici, incoraggiati a esplorare mondi che forse prima frequentavano solo tangenzialmente. L’ampio e solido riscontro di pubblico e la varietà di persone che si incontrano in ciascuno degli appuntamenti del festival confermano agli organizzatori la bontà della scelta di sostenere un festival condiviso e inclusivo, nel quale ogni realtà contribuisce pariteticamente offrendo la propria eccellenza. Per me è anche conferma di aver intrapreso la via giusta, ampliando gli orizzonti dell’offerta a toccare le più diverse forme di arte e cultura – dalla musica alla divulgazione, dalla danza al cinema – nella convinzione che la varietà, quando si accompagna ad un alto profilo qualitativo, non può che dare buoni frutti. Un sincero grazie a tutti coloro che una volta ancora hanno reso possibile al successo di Mozart a Verona”. Filippo Manfredi, direttore generale Fondazione Cariverona: “Mozart a Verona funziona perché non è un singolo evento: è un lavoro di squadra che tiene insieme istituzioni, partner e luoghi, con una linea artistica chiara e riconoscibile. Portare musica e contenuti in spazi diversi della città e della provincia significa attivare il territorio, creare occasioni di partecipazione e far incontrare pubblici diversi, anche fuori dai circuiti abituali, a partire dalle nuove generazioni. Per noi la cultura è questo: un investimento che rafforza legami, genera qualità e rende Verona più attrattiva e viva. Siamo soddisfatti di aver contribuito a un’edizione ben curata e molto partecipata dal pubblico: un risultato che conferma la solidità del progetto e la forza della collaborazione tra tutti gli enti coinvolti”. Luigi Tuppini, presidente dell’Accademia Filarmonica di Verona: “Di anno in anno, Mozart a Verona conferma la bontà della scelta fatta nel 2020 dagli Enti fondatori, nel voler creare un festival condiviso e diffuso, nel quale a fianco delle principali realtà musicali e istituzionali avessero adeguato spazio altri attori della vita culturale della città. Ormai diventato un appuntamento fisso del calendario cittadino, grazie ad una direzione artistica attenta e di ampia visione la rassegna attira un pubblico variegato e nuovo, portando arte e cultura anche al di fuori dei luoghi con i quali sono normalmente identificate. L’Accademia Filarmonica, consapevole del proprio legame storico diretto con Wolfgang Amadeus Mozart, con gioia ogni anno rinnova il proprio contributo al festival quale occasione di arricchimento della proposta musicale e culturale di Verona offerta sia ai concittadini che ai turisti”. Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena: “La qualità e la ricchezza delle proposte del Festival crescono di anno in anno, grazie al contributo non solo dei fondatori, ma anche delle numerose realtà culturali veronesi. Con le nostre quattro iniziative: Don Giovanni, sia nell’allestimento d'opera sia nella versione cinematografica al Filarmonico, Mozart Got Talent in Sala Filarmonica e Musei in Musica a Palazzo Maffei, abbiamo superato le 5mila presenze. È un segnale importante di partecipazione e di coinvolgimento del pubblico. La musica fa parte della nostra vita: occorre continuare a creare occasioni di ascolto e di condivisione, così come di conoscenza e formazione”. Un evento, dunque, straordinario, doveroso, per una Verona, che ha ospitato il grande Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), in giovane età e già alto talento, al punto di avere, grandemente, onorato la città scaligera, con la sua bravura, alla tastiera…, lasciando un’impronta immortale…
Pierantonio Braggio



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