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Libano, l’Ordine di Malta non abbandonerà mai il sud del Paese. Da: Vatican News, 6.4.2026. Articolo di Marie Duhamel, Città del Vaticano. “Sostegno ampio e incondizionato, oggi e in futuro, affinché possano restare nei loro villaggi”. È la promessa fatta
Su questo foglio, abbiamo, più volte, segnalato l’emissione di francobolli e, talvolta, di monete, da parte delle Poste Magistrali del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta, che, in Italia, ha sede a Roma. Appena qualche volta, per non appesantire i nostri modesti annunci, abbiamo segnalato, che tale storico ed importante, Ordine di Malta, impiega le entrate derivanti dalla vendita dei suoi francobolli commemorativi, sempre meravigliosi, parlanti e creanti cultura, ad incisivi interventi, a titolo gratuito, in aiuto, attraverso propri volontari ad hoc organizzati, a persone e a popolazioni, in Italia, in Europa e nel globo. Ci è gradito, quindi, proporre – ci scusiamo per il ritardo – l’articolo, che segue, che riteniamo utile a chiarire – come, questa volta, in Libano, l’Ordine di Malta, sia sempre disponibile a portare supporto, anche nei casi più pericolosi. L’articolo di Marie Duhamel: “Sono andati in visita "nonostante le difficoltà e le incertezze" in cui la guerra, ripresa il 2 marzo, li ha gettati, ancora una volta. Mentre infuriano i combattimenti, una decina di sindaci e rappresentanti dei villaggi di confine del sud-Libano si sono messi in viaggio martedì scorso per raggiungere la capitale Beirut, provenienti da Rmeich, Aïn Ebel, Qwazah, Yaroun, Alma al-Chaab, Jdeidet Marjayoun e Qlayaa. "Un atto di coraggio" che è stato salutato dal presidente dell’Ordine di Malta, in Libano, Marwan Sehnaoui, nell’accoglierli assieme a gran parte del proprio team. L’Ordine ha voluto riunirli in questa Settimana Santa, per passare dall’oscurità alla luce offerta dalla Risurrezione, annunciando una maggiore mobilitazione per consentire loro, a lungo termine, di rimanere stabilmente nelle loro terre, conducendo una vita dignitosa. Presente dal 1953, nel Paese dei cedri, l’Ordine di Malta si è impegnato in modo crescente nel sud del Libano dal 1980, investendo in diversi centri socio-sanitari, in cliniche mobili che forniscono assistenza alle donne o in cardiologia, in mense e ancora in progetti "agro-umanitari", poiché il Paese importa oggi l’80% di ciò che consuma. L’Ordine promette di ampliare queste azioni, "a qualsiasi costo". Uno dei suoi volontari è stato recentemente ucciso in un bombardamento nel sud. Martedì, sono state annunciate "una mobilitazione delle risorse" e azioni di advocacy. "Potete considerarci come vostri ambasciatori, determinati a portare la vostra voce e le vostre esigenze ovunque andremo", ha detto Marwan Sehnaoui ai suoi interlocutori. Concretamente, al termine delle festività pasquali sarà istituito un comitato di esperti indipendenti. Lavorerà in collaborazione con i responsabili locali per elaborare un piano "su misura e sostenibile". Oggi, "hanno davvero bisogno di tutto", osserva Marwan Sehanoui, ma si tratta di andare oltre la risposta di emergenza, per consentire un’autonomia a lungo termine dei villaggi del sud e delle comunità, "perché un giorno questa guerra finirà", assicura. Tutto resta da definire, ma si prospettano diverse piste: proseguire e sviluppare l’azione dei centri medico-sociali dotandoli di attrezzature e cure migliori, per prendersi cura degli abitanti in modo completo, con particolare attenzione ad anziani e disabili. "Dio solo sa che dopo questa guerra il numero di persone con disabilità sarà aumentato", riflette con amarezza il presidente dell’Ordine in Libano. Occorre inoltre prevedere progetti di istruzione civile o specializzata per ricostruire e garantire occupazione, poiché il lavoro è un elemento determinante per il mantenimento delle comunità sulle loro terre. Bisogna avere «il coraggio della fede, non arrendersi e rischiare tutto per aiutarli», conclude Marwan Sehnaoui”. Essenziale, dunque, essere sempre pronti ad essere di aiuto. Foto: visite mediche, in ambulatori dell’Ordine di Malta, a Remeich, sud-Libano.
Pierantonio Braggio

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