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Mercoledì 8 Agosto 2018
Merci pericolose: piano dal costo di 1 milione 400 mila messo in atto dal 2010 da Autovie Venete

Il terribile disastro avvenuto due giorni fa sulla A14 a Bologna, in cui, a seguito del pauroso incendio causato da un tamponamento tra una autocisterna contenente Gpl (il cui conducente Andrea Anzolin, 42 anni, di Agugliaro, nel vicentino, è deceduto, mentre sono state un centinaio le persone ferite) e un Tir ha ancora una volta messo in evidenza il problema delle merci pericolose in autostrada che vede attualmente l'Italia in coda a tutti i paesi europei a fronte di circa l'80% di mezzi che viaggiano su strada contro una media del 73%, come riporta il Gazzettino di oggi.

E sulla A4 Venezia – Trieste, l'autostrada che più direttamente è collegata soprattutto con i paesi dell'est e che ha una movimentazione di mezzi pesanti particolarmente notevole, qual'è attualmente la situazione e come vengono effettuati i controlli onde evitare che si verifichino incidenti analoghi, ancorchè, purtroppo, non impossibili ?

Autovie Venete, la società concessionaria anche della A28 Portogruaro-Conegliano e della A34 Villesse-Gorizia, in una nota rende noto che sono 24 le postazioni per il monitoraggio delle merci pericolose installate sulla propria rete di competenza, un sistema fra i più avanzati in Italia che, dal 2010, permette di individuare e seguire il loro percorso.

Ogni postazione è composta da due telecamere e una stazione di concentrazione dati periferica. Le telecamere, ciascuna delle quali inquadra una corsia (marcia e sorpasso), leggono le targhe dei mezzi e le etichette con i codici di riconoscimento della sostanza trasportata, li decodificano e trasferiscono i dati alla stazione di concentrazione che li invia, su un canale dedicato, al data base centrale. Un milione e 400 mila euro l’investimento complessivo.

Come funziona. Il monitoraggio, di fatto, è un network di postazioni di rilevamento che garantisce una copertura capillare della rete autostradale ed è in grado di leggere, contemporaneamente, la targa dei veicoli (sia italiani sia stranieri) e dei codici presenti sulle etichette, associandoli fra loro. In questo modo è possibile sapere quante volte è passato quel veicolo o quella merce e che tragitto ha seguito.

Il monitoraggio delle merci pericolose è strutturato su tre livelli: un sistema di rilevamento che riconosce le targhe dei veicoli e le etichette; un sistema di gestione associa targhe ed etichette permettendo la catalogazione dei dati e l’elaborazione di statistiche sul flusso delle merci; un data base che registra i dettagli delle merci secondo le classificazioni standard della normativa Adr (Accordo europeo sui trasporti internazionali di merci pericolose su strada).

La normativa Adr, spiega la nota della concessionaria, prevede che tutte le merci pericolose siano individuabili attraverso speciali etichette “a losanga” che ne specifichino la classe di pericolosità. Per i veicoli che le trasportano, inoltre, è richiesta la marcatura, attraverso un’etichetta arancione che riporta, nella riga superiore il codice Kemler (il numero identificativo del tipo di pericolo) e in quella inferiore il numero Onu (che indica la merce trasportata). Le telecamere, ad alta sensibilità e risoluzione, operano su una sequenza continua di fotogrammi, riducendo così al minimo la possibilità di errore.

Le informazioni ottenute permettono di determinare l’origine del dato (tratto, varco, corsia utilizzata, data e ora del rilevamento), la merce trasportata, il veicolo (targa e nazionalità) e rappresentano la base per l’elaborazione di statistiche relative alla quantità dei transiti, alla frequenza del passaggio di determinate sostanze, la distribuzione dei transiti nei diversi giorni della settimana e nelle differenti fasce orarie.

Il data base, oltre alle informazioni sulla merce, contiene schede informative che riportano le informazioni essenziali quali i fattori di rischio legati a una determinata tipologia di merce, gli adempimenti da adottare in caso di incidenti, le manovre di primo soccorso in caso di contatto o contaminazione, le prescrizioni di sicurezza da seguire in base al livello di pericolosità.



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