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Sotto il cielo delle isole Svalbard: la storia dell'orsa Frost in anteprima italiana al Film Festival della Lessinia
Mercoledì 26 agosto il grande schermo del Teatro Vittoria si illumina con le spettacolari immagini del documentarista norvegese Asgeir Helgestad. Doppio appuntamento a Parole Alte con il medico psichiatra Vittorino Andreoli e un omaggio a Dario Fo dell’attore teatrale Dario Pirovano
Bosco Chiesanuova (Verona), 25 agosto 2026
Nelle isole Svalbard, l'avamposto artico dove la febbre del pianeta sale più velocemente che altrove, la banchisa che scompare cede il passo a un'infinita distesa di fango. Per dieci anni, il fotografo norvegese Asgeir Helgestad ha posato il suo obiettivo sul destino di Frost, un'orsa polare simbolo di un ecosistema ormai al collasso. Il risultato è il ritratto intimo e drammatico racchiuso nel lungometraggio Frost uten snø og is, che il Film Festival della Lessinia (FFDL) presenta in anteprima italiana mercoledì 26 agosto alle 21 al Teatro Vittoria, all'interno della sezione FFDLgreen.
La storia di Frost è il racconto di una strenua maternità in un mondo che si dissolve: in un decennio l'orsa ha dato alla luce otto cuccioli, ma i primi due, Snow e Ice, sono caduti sotto i colpi dell'uomo. Una tragedia che solleva un interrogativo etico inevitabile: sono stati i cuccioli a spingersi troppo vicini agli insediamenti in cerca di cibo, o è stata l'invasione umana – tra villaggi, motoslitte, elicotteri e l'invadenza dei nostri stessi obiettivi – a soffocare il loro habitat naturale?
Attraverso immagini di rara potenza visiva attenuate da una profonda empatia, Helgestad guida lo spettatore oltre la semplice documentazione naturalistica. La maestosa bellezza del paesaggio artico fa da amaro contraltare alla spietata lotta per la sopravvivenza degli orsi, trasformando la vicenda di Frost in un processo aperto all'impatto antropico e al presunto "diritto" dell'uomo di disporre della vita selvaggia.
Altri film al Teatro Vittoria. Alle 10, la sezione Retrospettiva propone la visione di Arbëria di Francesca Olivieri. In una comunità arbëreshë del Sud, lingua, memoria e appartenenza si intrecciano intorno a un paesaggio antico e a una vita collettiva ancora segnata da tradizioni resistenti. Un film che ascolta una terra di montagna e le sue genti attraverso una pluralità di voci.
Dalle 15.30, continuano le proiezioni di FFDL+ con: Desi oon di Suresh Eriyat, Shablovsky tarantasi di Natalia Kharina e Oleg Veselo, América di Javier Arias-Stella, Tawny owl di Anastasiia Zhakulina, Spî di Navroz Shaban e Lángbogár a zsebemben di Janka Feiner.
Alle 18, nella sezione Concorso, è prevista la visione di Vencejos di Manu Arzá e Ãlvar Alonso. Tre storie libere, come gli uccelli, i vencejos. Gadalupe, Silberius e Sampe vivono in tre villaggi diversi, ma qualcosa li accomuna: ognuno di loro ha lasciato la città e ora, in montagna, cerca un nuovo senso alla propria esistenza. L’uno parla di un turismo possibile con i cavalli e di un progetto di ippoterapia per suo fratello affetto da sindrome di down, l’altra racconta la sua passione per il tamburello, il terzo cerca nella natura una musica autentica, tutta sua. A seguire: Il ragazzo della Drina di Zijad Ibrahimovic. Sopravvissuto da bambino alla strage di Srebrenica, Irvin torna dopo trent’anni nella Valle della Drina. Nei prati dove le persone si rifugiavano, decide di costruire con le proprie mani un piccolo villaggio per fare pace con se stesso e con il ricordo della guerra e per ridare dignità alla sua terra e ai suoi morti. Il suo racconto in prima persona rivela le ferite che si porta dentro e la volontà di guardare a quanto di terribile è accaduto, per capire che potrebbe ancora succedere.
Parole Alte. Doppio appuntamento con Parole Alte. Alle 16, la Piazza del Festival accoglie il medico psichiatra Vittorino Andreoli nell’incontro “Me cóntitoâ€. Il dialetto veronese è la lingua che il professore ha succhiato dalla mammella della sua terra e che lo ha accompagnato nel corso di una strepitosa carriera. In dialetto parlava la “lingua della follia†di cui si è a lungo occupato in dialetto ha raccontato i ricordi della sua infanzia nel libro Omeni, done e buteleti in dialetto ha scritto geniali monologhi teatrali. In dialogo con Alessandro Anderloni, un incontro dove l’attualità si accosta ai ricordi, i racconti agli aneddoti.
Alle 18.30, nella Piazza del Festival l’attore Mario Pirovano interpreta, a cento anni dalla nascita di Dario Fo, alcuni brani dei suoi monologhi più celebri – Mistero buffo, Lu Santo Jullare Francesco e Johan Padan a la descoverta de le Americhe – che lui stesso ha recitato e tradotto in inglese. Un omaggio all’autore che trasformò il teatro italiano con i suoi grammelot, alla ricerca dell’antica lingua medievale dei giullari. In dialogo con Alessandro Anderloni, Pirovano na la recitazione con ricordi e aneddoti della sua decennale amicizia e collaborazione con il Premio Nobel per la Letteratura.
Paroline Alte. Alle 11, nella Piazza del Festival, Paroline Alte con Francesca Dafne Vignaga che presenta la storia di “Igor e il figlio del ventoâ€. Da sempre Igor ama il vento. Gli piace corrergli incontro quando lo sente sibilare: spalanca le piccole braccia e si lascia “pettinareâ€. Si incanta quando osserva una foglia ballerina che non vuole smettere di volteggiare. Da sempre il vento ama Igor e gli porta doni preziosi, percheÌ eÌ€ certo che sapraÌ€ prendersene cura. Vorresti scoprire cosa gli ha portato questa volta? Ce lo racconta l’illustratrice e autrice, nella cui fantasia Igor ha trovato casa.
Escursione. Alle 9, partenza dalla piazza di Giazza (Selva di Progno) per un’escursione le contrade del paese in cui conoscere vecchi rituali e credenze di questo antico popolo di origine bavarese: i Cimbri. Al termine dell’escursione, visita guidata al Museo che dei Cimbri custodisce la storia, la lingua e le tradizioni.
Laboratorio 4+. Alle 9.30, nella Piazza del Festival, laboratorio “Cercasi mostroâ€. Insieme a Francesca Dafne Vignaga, illustratrice di albi per l’infanzia, ci immergeremo nella storia di Igor, morbido peloso, che ha preso forma dalla fantasia e dalle mani dell’autrice. Da una forma predefinita, ogni bambino potraÌ€ creare, con l’ausilio di colori e materiali riciclati, il proprio mostro, delineandone le caratteristiche anche attraverso una carta d’identitaÌ€ personale.
Esplorazioni. Alle 10.30, nella Sala Olimpica del Teatro Vittoria, “Corto Botanico: le piante al cinemaâ€. Novantasei ore, venticinque troupe cinematografiche, un cortometraggio da realizzare, un soggetto: il mondo vegetale. Il Corto Botanico eÌ€ un concorso che intreccia cinema e piante. Nato dalla collaborazione tra il regista Lorenzo Ci e la SocietaÌ€ Toscana di Orticultura, il progetto invita a osservare le piante con occhi nuovi. La seconda edizione, fiorita ad aprile a Firenze, ha avuto come tema “La Resistenzaâ€: un invito a esplorare le strategie con cui le piante resistono, si adattano e persistono. PresenteraÌ€ alcuni dei cortometraggi di questa edizione, Ci, direttore artistico di Corto Botanico.
Concerto. Alle 23 la Piazza del Festival si anima con le note di Spaghetti Calypso. L’incontro tra la vivacità della musica calypso e il calore della tradizione italiana ha generato una band che ama fondere i ritmi tropicali dei Caraibi con le melodie del Mediterraneo.
Biglietteria fino al 30 agosto al Teatro Vittoria (in Piazza Guglielmo Marconi, 35) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 23. Info: biglietteriaffdl.it o ffdl.it.

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