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| Luned 6 Settembre 2010 |
Hellas esagerato. Splendida cinquina a Monza
Monza. Alleluja! l'Hellas c'è. E fa pure la voce grossa. A Monza i gialloblù di Giannini, ritrovate la testa e le gambe smarrite nei primi due turni di campionato, ci mettono una ventina di minuti appena per sbattere i rivali fuori dal match e prendersi tre punti fin troppo comodi. Alla fine sarà 5-1, persino stretto a giudicare dalla pioggia di occasioni capitate, più che sufficiente in ogni caso a dare la scossa alla stagione e restituire chili di ottimismo all'ambiente.
Uno squillo inatteso visto l'andamento - e i risultati - delle pessime esibizioni offerte contro Paganese e Como. Uno squillo tuttavia ampiamente legittimato dai fatti.
Difficile dire se Giannini abbia improvvisamente indovinato la chimica giusta, visto che il Monza è apparso una sorta di sparring partner in gita precampionato.
Di sicuro il battello sballottato dalle onde e finito ripetutamente in balia delle maree fino a lunedì scorso ha recuperato una sua fisionomia e ritrovato la rotta maestra. Voti alti dunque all'equipaggio che ha assunto un signor timoniere come l'islandese Emil Hallfredsson e scoperto le doti di Giuseppe Le Noci, cannoniere e assistman immarcabile finché le energie lo hanno sostenuto. E, magari, anche oltre.
Bene anche Maietta, Berrettoni e Pichlmann, già in rete all'esordio. In crescita il resto del gruppo. Finalmente solido, reattivo, ispirato, in grado a tratti di soddisfare pure gli esteti.
Il messaggio alla concorrenza è chiaro, chiarissimo: a dispetto di chi lo aveva già dato per defunto, il Verona sta bene e da ieri formalizza ufficialmente la sua candidatura alla Serie B.
A conforto degli scettici l'impressione, peraltro assolutamente confutabile, che la gara sia nata e morta in 2', ovvero nel tempo occorso a Le Noci per prendersi beffa dell'incerta (eufemismo) retroguardia del Monza, raccogliere il taglio di Maietta e superare Westerveld. Da lì tutto è filato più che liscio.
I brianzoli hanno provato a sfondare sulla sinistra del loro fronte d'attacco dove Cangi e Mancini offrivano resistenze fragili. Invano, nonostante la vivacità di Samb e di Stefano Seedorf (cugino di Clarence, ieri in tribuna).
Ben più efficaci gli affondo di Le Noci e Anderson, lanciati con puntualità da Berrettoni. Il trequartista gialloblù ha dato ripetutamente sfogo al suo estro, godendo della protezione di Hallfredsson - granitico senza rinunciare alla qualità - ed Esposito, più libero del solito di macinare gioco.
Quasi fisiologico dunque che a quarto d'ora appena scandito (e dopo che a Pichlmann era stato tolto un gol, probabilmente buono) il Verona trovasse il bis grazie a un allungo prepotente di Hallfredsson trasformato in oro da Le Noci. E che al minuto 23 il bomber di giornata vestisse i panni del rifinitore per appoggiare al rapace Pichlmann la sfera del tre a zero. Ad appesantire il già greve bilancio parziale ci pensava Fiuzzi, col secondo giallo che lasciava il Monza in inferiorità numerica.
La ripresa offriva soltanto accademia: elegante l'azione del poker griffato da Mancini, bella persino la punizione di Iacopino che siglava il punto della bandiera per i padroni di casa. E puntuale l'inserimento di Le Noci - sempre lui - che sorprendeva ancora la stordita retroguardia brianzola per completare l'opera.
Mister Giannini profittava della totale padronanza di campo e risultato per dare minuti pure a Campagna, Garzon e Martina Rini. Encomiabili per impegno e applicazione ma ingiudicabili visto il tono assunto dalla contesa.
Alla fine abbracci e baci in campo e applausi dal settore ospiti, dove i fans gialloblù - dopo avere dominato anche la sfida del tifo - salutavano col sorriso gli eroi ritrovati.
Riacciuffato il bandolo del gioco, l'imperativo adesso è quello di dare continuità: i segnali sono più che convincenti, la corsa al vertice è cominciata.

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