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Forum sul vino, alla Camera di Commercio di Verona. Bond (ass. all’Agricoltura di Regione Veneto): la Regione al lavoro, sulla legge sull’enoturismo, presentazione in consiglio, tra settembre e ottobre. Gallarati Scotti Bonaldi (presidente di Federdoc): i
(Verona, 7 luglio 2026). “La Regione Veneto sta lavorando alla legge sull'enoturismo, che nelle intenzioni sarà portata all'esame del Consiglio regionale tra settembre e ottobre, per dotare il settore di regole più chiare e favorire la crescita delle imprese e dell'accoglienza enoturistica”. Lo ha detto Dario Bond, l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto intervenuto ieri sera in apertura di “L’economia del vino a Verona: strategie per sostenere la filiera e governare il cambiamento”, il forum promosso dalla Camera di Commercio scaligera che ha discusso sul futuro di un settore che rappresenta un asset fondamentale per l’economia del territorio e che oggi sta attraversando una profonda trasformazione strutturale. “Dobbiamo lavorare per valorizzare le nostre aziende, riducendo la burocrazia e dando loro la possibilità di offrire un'accoglienza sempre più completa ai visitatori. L'enoturismo rappresenta un'opportunità importante per il territorio e va sostenuto con strumenti adeguati. Allo stesso tempo dobbiamo interrogarci su come avvicinare le nuove generazioni al mondo del vino, perché le abitudini di consumo sono cambiate e serve un approccio nuovo. Come istituzioni siamo pronti ad ascoltare il territorio e a fare la nostra parte”. E sulle priorità del comparto è intervenuto anche il presidente di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi: “Verona è una capitale del vino e un punto di riferimento per il settore, ma non tutta l'Italia può contare sulle stesse condizioni. Per questo le sfide del comparto vanno affrontate con una visione nazionale. Tra le priorità c'è il tema delle autorizzazioni ai nuovi impianti: dobbiamo chiederci se sia ancora sostenibile continuare ad aumentare ogni anno dellƇ% il potenziale vitato o se non sia arrivato il momento di sospendere questo meccanismo per ristabilire l'equilibrio tra domanda e offerta. Anche il tema degli estirpi va affrontato con pragmatismo: in passato sono già stati realizzati con un importante impiego di risorse pubbliche, senza risolvere definitivamente il problema. Dove gli estirpi sono necessari bisogna essere coerenti: se si decide di estirpare, non si può pensare di ripiantare dopo pochi anni. Se lo Stato investe risorse economiche deve farlo per risolvere il problema in modo strutturale, non per rinviarlo. Inoltre, se destiniamo risorse agli estirpi e le sottraiamo alla promozione sui mercati internazionali, rischiamo di commettere un errore. Oggi si stanno aprendo nuove opportunità, dal Mercosur all'Australia, fino al Far East e ad altri mercati emergenti, che richiedono investimenti. Se disperdiamo le nostre risorse, rischiamo di compromettere la capacità di crescita del settore”. Il convegno è stato chiuso da Alex Vantini, componente di Giunta della Camera di Commercio di Verona e presidente Coldiretti Verona che ha ribadito: “Il vino non è soltanto un comparto agricolo, ma un motore economico che genera occupazione, turismo, servizi, commercio e valore per tutto il territorio veronese. Proprio per questo la sua tutela non può essere considerata un interesse di categoria, ma una responsabilità condivisa. Di fronte a consumi in calo e a una redditività sempre più compressa delle imprese viticole servono scelte coraggiose lungo tutta la filiera. In questa direzione riteniamo indispensabile bloccare l'aumento dellƇ% delle autorizzazioni ai nuovi impianti: se le denominazioni veronesi stanno già dimostrando senso di responsabilità nel contenere il potenziale produttivo, non è ammissibile che in altre aree del Paese si continui ad aumentare le superfici coltivate, alimentando ulteriormente gli squilibri di mercato. Allo stesso tempo è necessario rafforzare il dialogo tra tutti gli operatori della filiera, compreso il mondo della ristorazione, dove in alcuni casi si registrano ricarichi sulle bottiglie che superano il 400% e rischiano di allontanare il consumatore dal vino. Solo facendo sistema e distribuendo il valore in modo più equilibrato potremo garantire competitività, redditività e futuro al settore vitivinicolo veronese”. I consumi di ogni prodotto sono determinati da fattori diversi, che emergono, quasi improvvisamente. Non sempre, si può intervenire, con buon risultato, ma, il coraggio di radicalmente tentare e provvedere non deve mancare. Già, alcuni problemi, da eliminare, sono stati individuati, e proposte, da realizzare, come sopra leggiamo, non mancano. Supereremo anche questo momento di difficile crisi, per garantire al vino e al mondo del vino, almeno, accettabile vita, tenendo presente anche il grande contributo economico e sociale, che dallo stesso deriva. Quindi, intensificare ogni sforzo, per bene “governare il cambiamento”…!
Pierantonio Braggio

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