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Marted 1 Novembre 2022
OTELLO IN SCENA AL TETRO VERDI DI TRIESTE

DI MAURO BONATO
Il 4 novembre si apre la stagione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con Otello, uno dei titoli più significativi e ricorrenti nella storia del teatro cittadino, a partire dalla prima esecuzione triestina nel 1889 fino all’ultima nel 2010. Per l’occasione un cast internazionale d’eccezione in un perfetto equilibrio tra solide star e sicuri, giovani talenti, guidato dal gradito ritorno di Daniel Oren sul podio, in staffetta con Francesco Ivan Ciampa, e con la regia di Giulio Ciabatti, già autore dell’ultimo allestimento 12 anni fa.
Riparte il 4 novembre la stagione d’opera e balletto del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con il direttore d’orchestra Daniel Oren, da tempo assente in città, e due voci di grandissimo interesse e assai rare nel panorama italiano, che da sole meritano già particolare attenzione: come Desdemona, il soprano armeno Lianna Haroutounian, nome solidissimo sui migliori palchi del globo che arriva a Trieste subito dopo Madama Butterfly con Luisotti alla Royal Opera House Covent Garden, lo scorso settembre; quindi l’Otello del giovane tenore, suo connazionale, Arsen Soghomonyan, che nei soli cinque anni dal suo debutto, è già stato invitato da Petrenko coi Berliner, dalla Bayerische Staatsoper, scelto da Mehta come Otello sempre coi Berliner e in Italia ha cantato solo al San Carlo di Napoli e una sola recita a Bologna. Haroutounian e Soghomonyan, formano una rarissima coppia di eccellenze vocali in una città nota per lo storico radicamento della comunità armena, quindi palcoscenico ideale per questo inedito, primo incontro tra i due connazionali su un palco d’opera. Il 5 e il 10 novembre si avranno invece nei ruoli principali il giovane tenore georgiano, ma di studi italiani, Mikheil Sheshaberidze e come Desdemona la bellissima soprano sua connazionale Salome Jicia, trentaseienne di sicura fama, invitata dai migliori teatri italiani e stranieri. Il ruolo chiave di Jago vedrà invece protagonista il baritono russo Roman Burdenko per la prima volta su un palco italiano dopo il suo grande successo ad agosto all’Arena di Verona, in alternanza il 5 e il 15 con il baritono italiano Elia Fabbian. Cassio sarà invece il tenore coreano Mario Bahg, artista membro del prestigioso Lindemann Young Artist Development Program del Metropolitan di New York al suo debutto assoluto in Italia e nel ruolo. Completano il cast il mezzosoprano russo Marina Ogii, nota per la sua versatilità su repertori rari, che interpreterà Emilia, quindi il basso genovese Giovanni Battista Parodi come Lodovico, il tenore Enzo Peroni come Roderigo e Fulvio Valenti nel ruolo di Montano.
Grandi e rare voci per un Otello che la regia di Ciabatti vuole scuro, potentemente tragico, senza redenzione. “Un chiostro di colonne e al centro una pedana. Casto altare, piattaforma, talamo, zattera sulla quale va alla deriva la vanità dei sogni nella notte oscura del mondo. Desdemona e Otello sono entrambi ostaggio della legge dei padri, degli interessi del Senato, delle lusinghe e delle adulazioni.” Racconta Ciabatti “Prede delle rivalità, dei risentimenti, dell’orgoglio offeso, della rispettabilità tradita, che fa di loro un barbaro errabondo e una smaliziata veneziana. La loro innocenza, la purezza delle loro scelte, è messa in dubbio, contaminata e corrotta dagli sguardi del mondo esterno”.
Mentre il Maestro Daniel Oren, solidissima bacchetta verdiana stimata in tutto il mondo, sottolinea: “Otello è stato scritto da Verdi dopo 16 anni di assenza di ispirazione, riflessione, composizioni di altro genere come la musica religiosa. I geni dell'opera sono tanti, ma per me Verdi è il più grande di tutti, così quando arriva questo Otello dopo un mare di silenzio, è una rivoluzione assoluta: non ci sono più i pezzi chiusi, è rivoluzione nei concertati che sono trattati in modo diversissimo a partire da quello celeberrimo del terzo atto che è un capolavoro assoluto di armonia pur nelle infinite differenze di espressione dei singoli. Verdi è sicuramente il genio dei concertati. Otello è davvero un altro mondo ed è davvero difficile da realizzare, a partire dalla tempesta iniziale. E anche molto difficile, oggi quasi impossibile, trovare le voci giuste a partire proprio da Otello. Forse Gregory Kunde che ho appena diretto in Luisa Miller, nonostante gli anni, può essere un grande Otello. Ma poi altri non ci sono. Così insieme a Paolo Rodda abbiamo lungamente cercato il nome giusto e questo giovane armeno Arsen Soghomonyan, già voluto da Mehta coi Berliner nel ruolo, ci sembra la scelta migliore a dimostrazione che le voci armene stanno andando davvero forte. ARSEN HA IL COLORE SCURO giusto per Otello, perché è il colore della voce così raro oggi. Anche la Desdemona di Lianna Haroutounian è eccezionale, anche lei eccellente voce armena di casa nei migliori teatri del mondo. Non abbiamo mai lavorato insieme ed avevamo entrambi grande voglia di fare un bel progetto insieme. E anche il baritono Burdenko è un giovane di grandissimo talento e soprattutto è un vero baritono drammatico e scuro di colore nella voce, merce oggi rarissima. E poi sono molto contento perché si è riaccesa subito questa storia d'amore artistico e musicale con l'orchestra e il coro di Trieste, maestranze eccellentissime che meritano il meglio. E la storia d'amore è rinata anche con la città tutta che io adoro da sempre”.
Commenta così le sue scelte il Direttore Artistico Paolo Rodda: “Quando un titolo così importante manca da tanti anni, riportarlo sul palco è davvero un impegno chiave e per me era fondamentale da un lato creare un ponte di continuità con la scelta della regia di Giulio Ciabatti, d’altro canto offrire al pubblico una direzione d’orchestra incisiva, quella di Oren, alla quale si affianca un altro Maestro dell’opera italiana nel mondo del calibro di Francesco Ivan Ciampa: due grandi bacchette per una sola opera. Il cast poi sarà la vera sorpresa con nomi così poco presenti nei cartelloni italiani, ma così stimati nel panorama internazionale e con un’importante quota di giovani promesse, la vera scommessa professionale che chiunque faccia il mio mestiere dovrebbe affrontare sempre, come dovere etico e sociale”
Il Sovrintendente Giuliano Polo ricorda: “La grande scommessa di quest’anno è ricreare un rapporto solido con la città e il suo pubblico e migliorarlo anche, perché bisogna sempre alzare l’asticella. Abbiamo fatto passi importanti: i costi degli abbonamenti sono stati ridotti nonostante quest’anno sia gravido di trappole economiche a partire dalla crisi energetica; il cast di Otello porta davvero voci interessanti per incuriosire melomani e non solo, tanto che è attesa alla prima un ritorno della critica nazionale; poi il ritorno in città di Oren è un’enorme gioia e la bacchetta di Ciampa è di certo un’altra occasione da non perdere; inoltre stiamo creando sempre più momenti d’incontro col pubblico, così che il teatro torni ad essere il salotto democratico, orizzontale, dialogante ed inclusivo della vita musicale e culturale della città. Noi ci crediamo e vi aspettiamo a teatro per fare musica e parlare di musica insieme”
Recite:
A Venerdì 4 NOVEMBRE 2022 ore 20.30
S Sabato 5 NOVEMBRE 2022 ore 16.00
B Martedì 8 NOVEMBRE 2022 ore 20.30
C Giovedì 10 NOVEMBRE 2022 ore 20.30
D Domenica 13 NOVEMBRE 2022 ore 16.00
E Martedì 15 NOVEMBRE 2022 ore 20.30

Opera in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito
Maestro Concertatore e Direttore
DANIEL OREN (4, 5, 15/XI)
FRANCESCO IVAN CIAMPA (8, 10, 13/XI)
Regia GIULIO CIABATTI
Costumi MARGHERITA PLATÉ
Luci FIAMMETTA BALDISERRI
Maestro del Coro PAOLO LONGO
Allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

Personaggi e interpreti
Otello
ARSEN SOGHOMONYAN (4, 8, 13, 15/XI)
MIKHEIL SHESHABERIDZE (5, 10/XI)
Desdemona
LIANNA HAROUTOUNIAN (4, 8, 13, 15/XI)
SALOME JICIA (5, 10/XI)
Jago
ROMAN BURDENKO (4, 8, 10, 13/XI)
ELIA FABBIAN (5, 15/XI)
Cassio MARIO BAHG
Emilia MARINA OGII
Lodovico GIOVANNI BATTISTA PARODI
Roderigo ENZO PERONI
Montano FULVIO VALENTI
Un araldo
GIULIANO PELIZON (4, 8, 15/XI)
DAMIANO LOCATELLI (5, 10, 13/XI)

Con la partecipazione del Coro I Piccoli Cantori della città di Trieste diretti dal M° Cristina Semeraro




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