 |
|
|
Mercoled 10 Giugno 2026  |
 |
|
|
|
|
|
|
ADIGE TV: Home Vicenza Sette |
Ricerca |
|
|
|
|
| Marted 15 Giugno 2010 |
«Non possiamo più fare da soli Serve la politica»
Arriva Luca Zaia e un capannello di giornalisti lo circonda chiedendo di fare chiarezza se l'inno d'Italia è stato eseguito oppure no. Gli imprenditori vicentini, intanto, entrano nel salone dei congressi della Fiera e, per usare un eufemismo, sono assai poco interessati al "caso" che il governatore si affanna a smentire, a sgonfiare. In'ideale scaletta delle priorità, la questione dell'inno occupa una posizione di retrovia e solo perché è la giornata d'esordio della Nazionale di calcio ai campionati mondiali del Sudafrica.
LA CRISI Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza, lo sa bene. L'assemblea privata gli ha appena rinnovato la fiducia per un secondo mandato biennale che l'interessato si augura meno drammatico di quello che ha appena chiuso. Sì, perché è toccato proprio a lui guidare la squadra degli industriali vicentini nel momento più difficile della storia associativa. Il suo auspicio è di essere anche quello che condurrà la truppa sulla strada di una ripresa che si intravede ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare, quasi per scaramanzia. « La Banca d'Italia - ricorda - stimava un calo della produzione industriale pari a 100 trimestri, contro i 12 e 13 di Francia e Germania. Significa cioè che abbiamo perso quasi il 25%; è come se fossimo tornati indietro fino alla metà degli anni ottanta».
SISTEMA PAESE Bene, anzi male. Però è arrivato il momento di mettere la palla al centro e di ricominciare a giocare una partita dopo aver beccato qualche gol di troppo, e non per colpa della squadra che ogni giorno scende in campo. Per rimontare c'è bisogno di altro. «Diciamolo con forza, in modo chiaro - scandisce Zuccato -. Da soli non ce la possiamo fare. Neppure noi, tanto meno noi. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un alleato che si chiama "sistema Paese". Noi, che esportiamo: abbiamo bisogno di riforme che ci aiutino a stare sui mercati, a investire sui nostri prodotti e sui nostri processi, quindi sulla ricerca; ad avere prezzi più competitivi; un costo del lavoro meno assurdo; un carico fiscale meno opprimente; un mercato del lavoro più flessibile anche se tutelato; abbiamo bisogno di figure professionali formate. Da soli non ce la possiamo fare».
MARCEGAGLIA In sala c'è anche Emma Marcegaglia, la presidente che ultimamente ha ricevuto qualche bordata anche da ambienti confindustriali che pensava vicini. Zuccato, in apertura di assemblea, ha voluto rassicurarla: «Vicenza è tutta con te». E l'applauso caloroso, convinto, ne è stata la conferma. Ribadita la fedeltà vicentina, che all'interessata ha fatto piacere, restano i problemi e le soluzioni da proporre. Le analisi e le proposte di Zuccato e Marcegaglia coincidono. Il presidente di Confindustria Vicenza ieri ha voluto mettere l'accento sul tema del federalismi fiscale. «È diventato un a priorità - ha detto - almeno a parole».
FEDERALISMO E stavolta, riconosce Zuccato, il Veneto non può piangere sulla scarsa rappresentanza politica. Ci sono due ministri veneti, c'è un governatore, Zaia, eletto con largo consenso. E tutti dicono di volerlo, questo bendetto federalismo fiscale. «Ancora oggi si rischia di confondere la nostra domanda di autonomia e di federalismo con un atteggiamento chiuso ed egoista - aggiunge poi Zuccato -. Eppure, meglio rammentarlo, i veneti, in larghissima parte, circa il 90%, si dicono orgogliosi di essere italiani». Un abile regista, a questo punto, avrebbe fatto intonare l'inno di Mameli, così anche la polemica che ha invischiato Zaia si sarebbe dissolta come neve al sole. In ogni caso, «la maggioranza degli imprenditori vicentini si attendono molto dal federalismo. Forse troppo. Una amministrazione più efficiente, migliori servizi a costo minore, un fisco più leggero. Tuttavia, lo concepiscono come un'opportunità per il Mezzogiorno, non come un'arma contro di esso».
RIFORME Hai voglia, qui, a convincere il governatore della Puglia, Nichi Vendola, che poi (vedi articoli nella pagina seguente) ha incrociato le armi dialettiche proprio con Zaia. Di sicuro, quel che Zuccato non vuole fare è rassegnarsi all'ineluttabilità della crisi. Però, dice, stavolta abbiamo bisogno che il Paese ci dia una mano. «Abbiamo bisogno di riforme che investano sull'università e sulla ricerca - osserva -. Il nostro territorio deve riuscire ad immaginarsi come una rete di conoscenza, in cui i diversi poli hanno una specializzazione, e non esistono duplicati. Già oggi a Vicenza, su 4.500 studenti dell'università oltre la metà arriva da fuori provincia alla ricerca di corsi che non si trovano altrove. Per questo ci piace l'iniziativa di Univeneto. Ma non vogliamo che rimanga solo un brand azzeccato. La Regione deve sostenere concretamente questa iniziativa, e le Università devono avere il coraggio di proseguire senza indugi su questa strada».
INFRASTRUTTURE Dove il presidente degli industriali vicentini prende a martellare governo, istituzioni, politica con la "p" maiuscola e anche quella con la "p" minuscola, è sul deficit cronico di infrastrutture che stoppa il Veneto. Un'opera per tutte, la Tav: «È un triste ritornello quello che riguarda l'alta velocità - attacca Zuccato -. Perché tra meno di cinque anni ci sarà l'Expo e noi, cioè Vicenza e tutto il Nordest, saremo esclusi dai collegamenti ad alta velocità. Da Milano si potrà arrivare in un'ora a Torino, in due a Firenze e in tre a Roma. Per raggiungere le bellezze del Palladio e poi proseguire verso Venezia invece, la prima Regione vi ricordo per numero di turisti del Paese, ci si dovrà accontentare della linea tradizionale. Perché l'Alta Velocità si ferma a Treviglio, mentre il Ponte sullo Stretto continua ad essere considerata un'opera prioritaria». Applausi di rabbia in sala. Che diventano ovazione quando l'artiglieria del presidente viene puntata sul settore pubblico. «La lotta ai fannulloni di Brunetta ha dato dei risultati incoraggianti. Ma se con il 40% di impiegati assenteisti la Pubblica amministrazione funzionava come tutti ben sappiamo, mi chiedo: cosa fanno in ufficio tutto il giorno questi ex assenteisti?».
Forse il federalismo fiscale non basta a risolvere tutti i problemi. Ma di sicuro male non fa.

|
| Commenti |
|
| | Altre notizie di Vicenza |
|
Giostre a Campo Marzo a Pasqua, avviso per manifestazione di interesse | A San Biagio il nuovo polo dell'Agenzia delle Entrate | Per la prima volta cerimonia pubblica collettiva per il conferimento della cittadinanza | Incontro di formazione sul turismo destinato agli operatori della polizia locale | Contributo acquisto biciclette a pedalata assistita | Contributo acquisto biciclette a pedalata assistita | Opera pia asili scuole materne, pubblicato l'avviso per la nomina di un componente del CdA | Vicenza Calcio, seggiolini dello stadio personalizzati e azionariato diffuso | In occasione della Giornata della memoria | Arrivano a 65 i defibrillatori pubblici installati in strutture scolastiche e sportive | “Il calabrone”, annullato lo spettacolo teatrale in programma a Bertesinella | Inaugurato il Giardino della Vittoria, ora aperto al pubblico | Prolungamento di via Aldo Moro, sindaco Variati: “Punto al finanziamento dell'opera" | Al via "GenerAzioni", servizi in rete per assistere a casa anziani e non autosufficienti | Contributi per i cittadini, riapre il bando per la sostituzione delle caldaie di casa | |
| LA RIVISTA |
 |
|
|
|
|
| |
|
|
|
|