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| Giovedì 19 Settembre 2019 |
"Pan e Siringa" di Sebastiano Ricci acquisito da Fondazione Cariverona in comodato al Comune di Belluno per Palazzo Fulcis
La Fondazione Cariverona ed il Comune di Belluno sigleranno a breve il comodato che vede la concessione di alcuni dipinti della Fondazione al Museo di Palazzo Fulcis, tra i quali si segnala per importanza la straordinaria opera Pan e Siringa di Sebastiano Ricci, recentemente apparsa sul mercato ed acquisita da Fondazione Cariverona proprio perché vada a riunirsi nel percorso espositivo alle altre del ciclo riccesco già conservate presso Palazzo Fulcis.
L’operazione nasce dalla comune volontà di conferire piena valorizzazione alle proprie collezioni d’arte e dalla possibilità da parte di Palazzo Fulcis di dare unitarietà alla collezione dei dipinti del Ricci, consentendo una loro lettura integrata ed, al contempo, massima fruibilità e valorizzazione.
Si è trattato di un’acquisizione unica, per un’opera intimamente legata al patrimonio di Belluno e alla storia del palazzo, una grande opportunità per entrambe le Istituzioni, considerato il valore artistico delle opere concesse in comodato e la rilevante importanza della loro presenza nell'ambito del percorso espositivo del museo.
A Palazzo Fulcis fervono già i preparativi per accogliere l’opera ed organizzare un evento aperto alla cittadinanza dove poter ammirare la preziosa opera del Ricci all’interno del ragionato percorso espositivo.
“La nostra Fondazione è dedita alle proprie comunità non solo con l’azione erogativa ma sempre più anche attraverso l’intelligente valorizzazione dei propri contenitori e del rilevante patrimonio artistico delle nostre collezioni. – spiega il Presidente della Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco - Questa operazione è quindi pienamente coerente con le finalità istituzionali di promozione della cultura poste in essere da Fondazione Cariverona e segna un punto di arrivo nel progetto di valorizzazione di Palazzo Fulcis, dopo la lunga e complessa trattativa che ci ha visto impegnati nell’acquisto dell’opera Pan e Siringa di Sebastiano Ricci.â€
“Un altro, fondamentale, pezzo della nostra storia – dichiara il Sindaco di Belluno, Jacopo Massaro - viene recuperato e torna a casa, nella città e nel palazzo per i quali era stato concepito, raggiungendo le altre straordinarie tele di Sebastiano Ricci già presenti e andando integrare il ciclo realizzato per la famiglia Fulcis, capolavoro del Settecento europeo. Con questa operazione, gli altri comodati concessi da Fondazione Cariverona, e le donazioni ricevute a partire dall’inaugurazione del nuovo museo, Palazzo Fulcis continua nel migliore dei modi il suo percorso di crescita e di arricchimento della proposta espositiva e culturaleâ€.
Vi sono poi ulteriori novità riguardanti i comodati di opere d’arte che Fondazione Cariverona ha con il Comune di Belluno: mentre i due enti hanno provveduto al recesso anticipato del comodato della scultura bronzea “Novecento†di Arnaldo Pomodoro ora posta sotto porta Dante e che verrà ricollocata in contesto privato, con l’occasione della nuova importante acquisizione, a conclusione della mostra “Sebastiano Ricci. Rivali ed Eredi. Opere del Settecento di Fondazione Cariveronaâ€, due importanti opere della collezione ivi esposte verranno concesse in deposito arricchendo il percorso permanente del museo di Palazzo Fulcis: il Ritratto di dama con ancelle di Antonio Pellegrini, straordinario ritratto del periodo inglese del grande ‘rivale’ di Ricci, e il Paesaggio con pellegrino e lavandaie di Alessandro Magnasco e Anton Francesco Peruzzini, un testo pittorico di grande qualità che attesta i legami che Sebastiano intrattenne con il pittore genovese e che fu fondamentale per la concezione del paesaggio del nipote Marco Ricci.
Verrà , infine, confermata la permanenza in comodato al Museo di Civico di Belluno anche di ulteriori tre opere già da tempo in esposizione permanente . Si tratta di L’uomo e il satiro sempre di Sebastiano Ricci, della Pianta prospettica della città di Belluno di Domenico Falce e della Baruffa tra zatteri e biri di Pietro Brancaleoni e Antonio Lazzarini.

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