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| Gioved 7 Novembre 2019 |
PATRIMONIO UNESCO. SABATO, LE MAROGNE VERONESI PROTAGONISTE DI UNA GIORNATA DI STUDIO
I muretti a secco sono simbolo del territorio agricolo veronese, frutto dell’intervento dell’uomo e di conoscenze costruttive tramandate nei secoli. Realizzate in perfetta armonia con l’ambiente, queste strutture in pietra sono l’emblema di un rapporto equilibrato tra uomo e natura e, per questo, sono state riconosciute come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, da parte dell’Unesco.
Proprio ai terrazzamenti, che da secoli disegnano il paesaggio delle nostre colline, è dedicata la conferenza “Il territorio terrazzato veronese. Segni del paesaggio e cura delle marogne” che si terrà sabato 9 novembre, in 2ª Circoscrizione. La prima parte della giornata è in programma nella Sala Civica di Avesa (via Indentro, 20), a partire dalle 9; la seconda, a partire dalle 12, permetterà di vedere e toccare con mano i muretti a secco conservati nel giardino di villa Scopoli ad Avesa. L’obiettivo è quello di promuovere la conoscenza del valore delle marogne e l’importanza della loro manutenzione.
L’iniziativa è stata presentata, questa mattina a palazzo Barbieri, dall’assessore ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali e dalla presidente della 2ª Circoscrizione Elisa Dalle Pezze. Presenti Domenico Zugliani responsabile Ufficio Unesco del Comune di Verona, Riccardo Stevanoni dell’associazione Civiltà delle Marogne, Mario Veronese dell’Associazione nazionale architettura bioecologica e Silvano Pighi consigliere della 2ª Circoscrizione.
“Il fatto straordinario dei muretti a secco – ha detto l’assessore Toffali – è che sono espressione dell’identità e dell’unicità del territorio in cui sono stati realizzati. I materiali utilizzati, le tecniche e le forme determinano che un muretto a secco costruito, ad esempio, a San Massimo sia assolutamente diverso da uno della Valpolicella. Questo perché una specifica marogna è espressione di quell’ambiente e di quella comunità. Per questa ragione, l’arte della costruzione dei muretti a secco è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità. Oggi come allora, i terrazzamenti vengono realizzati con le mani, senza possibilità di evoluzione: come si facevano, si fanno tutt’oggi e sono il segno identificativo del nostro territorio agricolo”.
“L’idea di patrocinare e sostenere questa iniziativa – ha detto Dalle Pezze – nasce dal fatto che il territorio della 2ª Circoscrizione è ampiamente collinare, quindi ricco di marogne. A questo si aggiunge la volontà di coinvolgere la comunità nel prendersi cura di un grande patrimonio e fare in modo che anche i privati contribuiscano al mantenimento del paesaggio”.
“Le marogne – ha detto Stevanoni – caratterizzano tutto il Veronese, dal bacino del Benaco alle terre del Soave. Sono frutto di una pratica virtuosa presente in tutte le valli veronesi che ha portato a costruire muretti e terrazzamenti diversi, a seconda delle pietre presenti nel territorio e delle competenze condivise in quell’area. Questo fatto determina che lo stesso muro non possa essere costruito in luoghi diversi”.

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