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| Sabato 11 Luglio 2020 |
LA CITTA’ SI VESTE DI LIRICA CON NUOVE SCENOGRAFIE. LUCI E SOCIAL LE NOVITA’ DI QUEST’ANNO. SINDACO: “VERONA E’ L’OPERA, IN QUESTO MODO LO VEDIAMO OVUNQUE”
Si rinnova con nuovi contenuti il progetto che vede l’installazione delle scenografie areniane nei più importanti luoghi di passaggio della città, per vestirla di lirica e rinsaldarne il legame con l’opera.
Partita l’anno scorso per una valorizzazione turistica della città durante la stagione lirica, quest’anno l’iniziativa diventa ‘internazionale’, con l’hashtag #inarena davanti ad ogni scenografia e il coinvolgimento di cittadini e turisti attraverso il circuito dei social network.
Il progetto, realizzato dal Comune in collaborazione con Fondazione Arena, è finanziato con l’imposta di soggiorno, da cui è stata stanziata una quota per questo progetto speciale di valorizzazione, studiato con le categorie economiche. Per quest’anno, la cifra impegnata a bilancio è stata di 300 mila euro.
Nuove anche le installazioni posizionate in cinque punti strategici della città: le giganti rose realizzate nel 2007 per il Barbiere di Siviglia abbelliscono corso Porta Nuova e preparano gli spettatori all’esperienza lirica che li attende in arena; dal Trovatore di Franco Zeffirelli (anno 2001), sono prese le imponenti scenografie posizionate a Porta Palio e sul piazzale XXV Aprile davanti alla stazione. La rotonda alla Croce Bianca ospita invece uno dei carretti in scena nell’opera Cavalleria Rusticana, realizzati nel 2006.
Capitolo a parte piazza Bra, foyeir naturale dell’arena. Qui non servono particolari installazioni per respirare l’atmosfera dell’opera lirica, ecco perché saranno installati alcuni social ledwall ovvero dei pannelli multimediali che interagiranno con il pubblico prima di entrare in arena e con i passanti sul liston. In arrivo anche una novità acustica, per ampliare l’esperienza emozionale dei cittadini.
A sottolineare la presenza delle imponenti scenografie, quest’anno vi è anche la componente luminosa, con un sistema di illuminazione che, al calar del sole, darà risalto alle opere ma anche ai monumenti e ai luoghi che le ospitano.
Gli obiettivi dell’iniziativa sono stati illustrati questa mattina all’ombra del colossale guerriero del Trovatore a Porta Palio dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore ai Tributi Francesca Toffali, al direttore generale della Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris con il vice direttore artistico Stefano Trespidi (in rappresentanza del sovrintendente Cecilia Gasdia) e Giuditta Vegro di ashtartcreative.com, società che collabora al progetto.
“Un’idea realizzata l’anno scorso e che ha riscosso molto successo anche tra i veronesi – ha detto il sindaco-. L’obiettivo è che, chiunque si trovi a Verona, senta chiara e forte la percezione dell’opera e del suo festival. Verona è l’opera e in questo modo lo vediamo ovunque. Un percorso emozionale che vuole coinvolgere cittadini e spettatori anche fuori dall’anfiteatro, a cominciare da piazza Bra che diventa il foyer dell’arena stessa. Il progetto quest’anno si arricchisce volutamente di contenuti, per rendere ancora più attrattiva la città e promuovere il territorio a beneficio del settore turistico e dei comparti ad esso legato. Non a caso – aggiunge Sboarina - questa iniziativa nasce proprio in accordo con le categorie economiche, con le quali si è deciso di utilizzare una parte dei proventi dall’imposta di soggiorni per progetti ad hoc”.
Sulle principali novità l’assessore Toffali: “tutte inedite le scenografie di quest’anno, ad eccezione delle grandi rose rosse del Barbiere di Siviglia che abbiamo scelto di posizionare sul Corso Porta Nuova per rendere ancora più bello il viale d’ingresso alla città e che conduce direttamente al teatro areniano. Per rendere ancora più visibile e internazionale il progetto, puntiamo sugli effetti luminosi e sui social. Il progetto proseguirà anche l’anno prossimo con ulteriori novità ed effetti speciali che lasceranno tutti stupiti – anticipa l’assessore -, non sto scherzando, ma stiamo già lavorando per far sì che si possa sentire il profumo delle grandi rose rosse”.
“Verona è la città dell’opera e lo si deve respirare – ha detto De Cesaris – Questo progetto ribadisce il legame tra Fondazione Arena, il suo festival e la nostra città. Basti pensare che su 2 milioni di spettatori di opera lirica, il 20 per cento passa da Verona per assistere al nostro festival. Questo è un anno particolare, ancora più forte si deve sentire la presenza dell’opera e di ciò che rappresenta per Verona e il suo territorio”.
“L’opera lirica è nel Dna della città – ha aggiunto Trespidi-. Grazie a questo progetto lo si percepisce ancora di più. Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa che avvicina spettatori e turisti al festival attraverso le emozioni”.

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