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| Venerdì 16 Ottobre 2020 |
NEL GIARDINO DI CASTELVECCHIO TORNANO LE SPERIMENTAZIONI ARTISTICHE. PRESENTATA ‘ORIZZONTE’, LA PRIMA OPERA IN ESPOSIZIONE
Orizzonte, dell’artista ateniese Costas Varotsos, apre la nuova stagione delle sperimentazioni artistiche negli spazi del giardino di Castelvecchio. L’opera, collocata sotto la statua di Cangrande, è infatti il primo di una serie di prestiti accordati alla direzione dei Musei civici da alcune gallerie d’arte veronesi. In questo caso, a rendere possibile il particolare connubio artistico è stata la collaborazione con la galleria Studio la Città, che ha concesso l’opera per un periodo di sei mesi.
Il prestito è stato presentato questa mattina dall’assessore alla Cultura Francesca Briani insieme al direttore dei Musei civici Francesca Rossi e alla gallerista di Studio la Città Hélene de Franchis.
Orizzonte è un’opera del 1996 in ferro e vetro che l’artista, abituato a cimentarsi in grandi spazi spesso naturali, ha pensato di installare nel giardino del museo. Una collocazione per essere particolarmente apprezzata nel momento in cui il visitatore esce dalla Galleria delle Sculture, per raggiungere la Reggia del Castello attraversando la porta del Morbio.
Per tutto il periodo di esposizione dell’opera saranno organizzate visite guidate e approfondimenti.
“Gli spazi esterni di Castelvecchio – ha ricordato l’assessore – sono sempre stati anche luogo di ricerca artistica. Una caratteristica che si è mantenuta a lungo e che con questo progetto vogliamo riprendere. Grazie alla collaborazione avviata con alcune gallerie d’arte, il giardino torna ad accogliere periodicamente e a rotazione, alcune opere scultoree in dialogo con il complesso museale. Una proposta che arricchisce ulteriormente il percorso espositivo offerto ai visitatori”.
“Una nuova serie di collaborazioni – ha dichiarato Rossi –, che si apre con il prestito dell’installazione 'Orizzonte' dell’artista Varotsos da parte della galleria veronese Studio la Città, che la mette a disposizione di Castelvecchio e del suo pubblico. L'energia, lo spazio e il tempo sono gli elementi che caratterizzano il lavoro dell’artista ateniese, noto per le sue sculture site-specific collocate in esterno in varie parti del mondo e fatte in ferro o acciaio e, soprattutto, con il vetro che rappresenta la materia che più ne definisce il suo lavoro. Un’opera che, oltre ad inserirsi perfettamente nel contesto degli spazi esterni di Castelvecchio, ne arricchisce l’offerta artistica proposta”.
“La mia collaborazione con la direzione dei Musei civici – ha evidenziato la gallerista de Franchis – prosegue positivamente dagli anni '70, sulla base di puntuali progetti artistici condivisi e coerenti con i vari contesti. L’opera di Varotsos, creatore affermato di grandi architetture scultoree apprezzate in tutto il mondo, si colloca oggi perfettamente negli ambienti esterni del museo”.
Costas Varotsos nasce nel 1955 ad Atene, dove vive e lavora. Nel 1976 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1978 si laurea in Architettura all’Università degli Studi di Pescara. Nel 1999 è nominato Professore presso l’Aristotle University di Thessaloniki, dove ad oggi ha la cattedra di Architettura. Nel 1987 ha rappresentato la Grecia alla Biennale di San Paolo e, nel 1999, alla Biennale di Venezia. Ha presentato i suoi lavori in numerose mostre nazionali e internazionali e realizzato importanti opere pubbliche per Grecia, Cipro, Italia, Stati Uniti e Svizzera.

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