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Luned 3 Maggio 2021
MUSEO DEL VINO A VERONA. DA IDEA A PROGETTO PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO. SINDACO: “SOLUZIONI A SOSTEGNO DEL NOSTRO TURISMO, CHE NECESSITANO DEL SUPPORTO DI TUTTI”

Il museo del vino muove i primi passi verso una concreta realizzazione a Verona, passando da idea, proposta dal consigliere regionale Enrico Corsi, a progetto concreto. Della sua fattibilità si è discusso questa mattina in Gran Guardia, dove è stata illustrata la legge regionale per l’istituzione degli Eco Musei del Vino in Veneto e le caratteristiche della struttura museale che si intende aprire a Verona, negli spazi delle Gallerie Mercatali dell’ex mercato ortofrutticolo, davanti alla fiera.



Un progetto ambizioso che mira a promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio veneto e incoronare Verona capitale enologica d’Italia e d’Europa, ma non solo.



Museo del vino. Si svilupperà attraverso un percorso esperienziale sul vino, in grado di attrarre centinaia e migliaia di visitatori nella città scaligera. Un grande volano per il comparto turistico e per l’economia del territorio veronese.



L’idea è quella di strutturare il museo per aree tematiche, come ad esempio: dalla storia del vino fin dalle sue origini ai nostri giorni; metodi e tecnologie di coltivazione della vita; geo localizzazione e le caratteristiche dei vari vini; sistemi di coltivazione e morfologia del terreno; come degustare e conoscere i vari vini i colori e i profumi; vivere l’emozione nel visitare un vigneto o una cantina con la realtà aumentata; la degustazione e l’abbinamento dei vini ai cibi locali; l’enoteca dei vini nazionali e internazionali.



L’obiettivo è quello di realizzare una struttura espositiva tecnologicamente avanzata, in grado di diventare punto di promozione per far conoscere e visitare gli agriturismi e le cantine presenti sul territorio. Un museo dedicato non solo alle realtà locali e regionali, ma nazionali e internazionali. Una sorta di Vinitaly aperto 365 giorni all’anno.

Il vino diventerà l’ambasciatore del territorio veronese e contribuirà a diffonderne ulteriormente nel mondo eccellenza ed importanza.



Ad aprire l’incontro sono stati gli interventi del sindaco Federico Sboarina, del sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio e del consigliere regionale Enrico Corsi, ideatore del progetto e promotore della legge regionale, approvata nel 2020, per l’istituzione degli Eco Musei del Vino in Veneto, primo step per l’ufficializzazione di questa tipologia di strutture espositive.



Presenti, oltre all’europarlamentare Paolo Borchia, parlamentari, senatori e assessori e consiglieri della Regione Veneto, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti, il presidente di Confcommercio e Aeroporto Catullo Paolo Arena ed il consigliere di amministrazione Federico Bricolo, il direttore della Fondazione Cariverona Giacomo Marino, il presidente di Confesercenti Paolo Bissoli, il presidente della Coldiretti e delegato Camera di Commercio Daniele Salvagno, il presidente di Confagricoltura Paolo Ferrarese, il presidente dell’associazione Albergatori Giuliano Cavara, il presidente del Consorzio lago di Garda Veneto Paolo Artelio, i rappresentanti del Consorzio tutela del vino e dell’Università.



"Una idea di promozione del territorio nata prima del Covid – ricorda il sindaco – e divenuta oggi ancora più importante ed efficace per rilanciare tutta la straordinaria filiera produttiva veronese legata al vino. Un prodotto che rappresenta non solo una risorsa economica fondamentale del territorio ma, anche, un attrattore di rilievo per i grandi flussi di visitatori legati all’enoturismo. Il progetto, quindi, supportato da una legge regionale approvata nel 2020, diventa in questa nuova fase di ripartenza, un concreta possibilità da rendere efficace quanto prima. Dobbiamo uscire insieme dal grande ‘deserto’ della depressione economica generata dalla pandemia. Per ritornare competitivi servono idee, progetti e supporto da parte di tutti. E’ una chiamata alle armi, rivolta a tutte le realtà istituzionali ed economiche del territorio. Come avvenuto per il ‘progetto 67 colonne’ a sostegno di Fondazione Arena o per l’aumento di capitale di Veronafiere, il lavoro di squadra ed il supporto devono arrivare da tutti i principali protagonisti del tessuto imprenditoriale veronese. Dobbiamo essere in grado di osare, uniti a tutti i livelli istituzionali ed economici. Il territorio veronese è già emblema mondiale delle migliori produzioni vinicole. Realizzare questo museo significa generare un ulteriore attrattore di interesse turistico su una realtà straordinaria, che ci distingue in Italia e nel mondo”.



“Verona è la capitale del vino in Italia – sottolinea il Ministro Centinaio – ed è anche la migliore location per l’apertura di un museo dedicato al mondo dell’enologia. Una bellissima soluzione, a cui il Ministero riconosce il suo pieno sostegno, come la volontà di essere partner effettivo nel progetto di realizzazione. Verona è una realtà turistica che prima dell’emergenza Covid movimentava circa 18 milioni di visitatori fra la città e la provincia.
Il museo può rappresentare una possibilità in più per il sostegno di questo settore, offrendo una un nuovo attrattore d’interesse per i flussi di visitatori collegati all’enoturismo. Il museo, inoltre, diventa un certificato ulteriore del valore e l’importanza della città e del territorio nell’ambito dell’enologia. Sarà una struttura espositiva dinamica, coinvolgente e tecnologicamente avanzata, in grado di coinvolgere a 360° il visitatore, con una visita esperienziale indimenticabile. Il tutto per rendere il vino, fra i prodotti di punta italiani, un simbolo del Paese e della sua grande estrosità produttiva”.



“Oggi possiamo dire che un sogno sta diventando realtà – dichiara il consigliere regionale Corsi –. Con la determinazione di tutti possiamo veramente raggiungere l’obiettivo. Sono stato il promotore e primo firmatario della Legge Regionale del 2020, che ha previsto l’istituzione degli Eco Musei del vino in Veneto. La continua crescita d’interesse che il vino, la cultura del vino e la tradizione enologica veneta attirano su di sé, incentiverà lo sviluppo di un turismo enogastronomico importante e qualificato da tutto il mondo, significativo e strategico, anche in prospettiva delle Olimpiadi del 2026 che interesseranno il Veneto. Un impegno che la Regione del Veneto porterà avanti oggi più che mai, per aiutare il suo territorio a riprendersi dopo il terribile anno pandemico. Ora più di prima dobbiamo rilanciare il turismo con nuove idee. Verona va riconosciuta come capitale enologica d’Italia e del Mondo. Il Veneto è prima regione italiana nell’accoglienza e tra le prime per produzione vitivinicola, e con un settore, quello enologico, che vale oltre 2,2 miliardi di euro l’anno solo per quanto riguarda l’export italiano”.



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