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| Mercoled 12 Gennaio 2022 |
MANUTENZIONE DELLA STATUA DI CANGRANDE I DELLA SCALA. DALLA CASA VINICOLA SARTORI UN IMPEGNO DI 12 ANNI A TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE DI VERONA
E’ tornata a risplendere la delicata pietra calcarea di cui è composta la statua equestre di Cangrande I della Scala al Museo di Castelvecchio. Un risultato frutto di un recente intervento di manutenzione conservativa, che rappresenta il primo realizzato con partner privato e che si concretizza grazie alla collaborazione fra i Musei Civici veronesi e la Casa Vinicola Sartori.
Un legame della durata di 12 anni, con quattro interventi a cadenza triennale sponsorizzati dalla Casa Vinicola veronese con un contributo di 38 mila euro. Il finanziamento permetterà, fino al 2034, il servizio di pulizia e manutenzione della monumentale statua, assicurando alla città e ai suoi visitatori la conservazione e la fruibilità ottimale dell’opera.
Presenti oggi alla presentazione della risanata statua equestre l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il direttore dei Musei Civici Francesca Briani e Luca Sartori della Casa Vinicola Sartori. Sono inoltre intervenuti il Soprintendente Vincenzo Tiné, la restauratrice Francesca Piccolino Boniforti e il direttore tecnico Orpimento s.r.l. Stefano Marziali che si è occupato del rilievo fotogrammetrico della statua.
“Questa neonata sinergia tra istituzioni museali e privati cittadini – evidenzia l’assessore Briani – contribuisce a diffondere un approccio virtuoso alla percezione dei beni culturali, affinché arte e cultura non rimangano appannaggio esclusivo di esperti o degli enti preposti alla loro tutela e alla loro gestione. Un processo di collaborazione e di partecipazione attiva della cittadinanza al bene comune, che contribuisce a creare una più ampia consapevolezza del patrimonio artistico, come parte integrante dell'identità culturale della collettività. Nell’anno appena concluso abbiamo avuto molti esempi di questo attivo coinvolgimento, concretizzatosi in donazioni e contributi in favore dei Musei Civici e della città. Non posso che ringraziare la Cantina Sartori per questo splendido esempio di disponibilità nei confronti di uno dei simboli di Verona, la cui conservazione e presa in cura, grazie alla donazione riconosciuta, è stata garantita per i prossimi 12 anni”.
Intervento conservativo e campagna diagnostica. Realizzata nel 2021, dal 21 novembre al 17 dicembre, la manutenzione conservativa è stata effettuata a 4 anni di distanza dall’ultima a cura del Comune, secondo il protocollo di monitoraggio periodico fissato dalla direzione del museo con gli uffici del Ministero per i beni culturali a seguito del restauro del 2007. L’obiettivo è quello di mantenere controllata la conservazione di uno dei monumenti simbolo della città di Verona.
La manutenzione ha riguardato, oltre ad una leggera pulitura, una campagna diagnostica non invasiva, necessaria per monitorare lo stato di salute attuale, anche in relazione ai dati raccolti nelle precedenti manutenzioni.
Nello specifico, con il rilievo fotogrammetrico sono state realizzate: una nuova fotogrammetria 3D del monumento, in grado di restituire una grafica puntuale sia strutturale che della pelle lapidea; un'analisi con metal detector, per verificare la quantità e direzione delle barre metalliche interne, che garantiscono l’unione dei molteplici frammenti; un’osservazione puntuale di tutta la superficie con microscopio ottico portatile Celestron PRO-5pm 200X; un’analisi con Test di Spugne di contatto sugli stessi punti della precedente campagna del 2014, per verificare la tenuta del protettivo che si è dimostrato ancora molto efficiente.
“La cura e la protezione dell’opera – spiega il direttore Rossi –, che si colloca ai vertici della scultura gotica europea, sono state perseguite con continuità dalla Direzione dei Musei Civici, con interventi di studio e di restauro. Trattandosi di un’opera esposta all’esterno, le condizioni di aggressione dei fattori inquinanti e climatici richiedono che gli interventi manutentivi siano ripetuti a cadenza regolare, anche per poter effettuare delle osservazioni puntuali sull’eventuale degrado della delicata pietra calcarea di cui è fatto il monumento. Questa nuova collaborazione da parte della Casa Vinicola Sartori a sostegno dei Musei Civici rappresenta un’importante contributo per garantire per i prossimi 12 anni gli interventi manutentivi necessari”.
“E’ la concretizzazione di un progetto, forse anche di un sogno – sottolinea Sartori –. La statua equestre, che compone il marchio Sartori, fa parte della mia vita. Oggi abbiamo avuto la possibilità di ‘adottarla’ nella sua forma originaria per prendercene cura in favore di tutta la città. E’ la chiusura di un cerchio ed un gesto di riconoscenza verso Verona e ad un simbolo che ha portato molta fortuna alla nostra famiglia”.
La statua equestre di Cangrande I della Scala. Un cavaliere armato in un momento di quiete, mentre saluta con la spada alzata. Il signore scaligero veste in abito militare, porta sulle spalle un elmo-cimiero con un cane alato e monta un destriero che appare coperto da una gualdrappa ornata di motivi geometrici con fiori e lo stemma scaligero.
In origine la statua svettava sulla piramide tronca sopra l’arca nel cimitero degli Scaligeri e dirigeva il suo sguardo benevolo verso il successore Mastino II. Nel 1909 per ragioni conservative fu tolta dall’arca e ricoverata prima nel Museo Civico a palazzo Pompei e, successivamente, a Castelvecchio.
Qui il geniale senso degli spazi dell’architetto Carlo Scarpa e di Licisco Magagnato, direttore dei Musei e Gallerie d’Arte dal 1955 al 1987, trovò una collocazione ideale che, pur mantenendo l’originale punto di vista, dal basso in alto, permette al visitatore di stabilire un contatto diretto con il sorriso vitale di Cangrande. Il percorso museale è costruito in modo tale da creare un senso di attesa il cui climax è costituito proprio dal momento in cui la statua, nello stesso tempo possente ma leggerissima perché sospesa nel vuoto, appare a pochissima distanza dal visitatore.
Il fascino del più famoso degli Scaligeri, celebrato nelle parole dell’amico Dante Alighieri che fu ospite prediletto alla corte veronese durante il suo esilio, si estende all’intera città e la statua che lo rappresenta è diventata la sua icona più nota. É un’immagine che simboleggia il significato del profondo e indissolubile legame con i luoghi, la storia, la bellezza e l’eleganza di una delle città più ammirate al mondo.

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