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| Venerdě 17 Marzo 2023 |
Pneumologia, diagnosi precoce salva la vita. Troppi i casi inoperabili. Numero verde 800159 929 per prenotare prima visita.
La prevenzione non va mai trascurata quando si tratta di malattie polmonari. Per questo AOUI Verona, da oltre due anni, ha attivato un ambulatorio di diagnosi precoce per sospetto di tumore polmonare o del distretto toracico. Un servizio snello che permette l’accesso rapido ad una prima visita specialistica. Il numero verde 800 159 929 è a disposizione dei cittadini che possono prenotare il controllo specialistico sia su propria iniziativa perché in presenza di qualche sintomo sia perché il medico di base ritiene necessario un approfondimento.
Quando rivolgersi a questo ambulatorio? Alla comparsa di sintomi quali: dolore toracico, della spalla o della schiena che dura da tempo; mancanza di respiro; tosse con tracce di sangue; perdita di peso non spiegabile oppure in presenza di un nodulo polmonare o altre anomalie toraciche dubbie riscontrate tramite radiografia o TAC.
Come mettersi in contatto Chiamando il numero verde 800 159 929 dal lunedì al venerdì dalle ore 08:00 alle ore 15:00, oppure mandando una mail all’indirizzo givop@aovr.veneto.it. Il paziente verrà preso in carico entro 3 giorni dalla telefonata; entro i 10 giorni successivi avverrà il completamento degli esami diagnostici necessari per stabilire il percorso di cura più adatto.
Aumentati i casi non operabili. Le diagnosi tardive sono aumentate durante la pandemia per diversi motivi: la condizione di emergenza delle strutture sanitarie e il timore del contagio che ha allontanato i pazienti dagli ospedali. L’effetto è visibile nei dati 2022 con 470 casi trattati, di cui solo il 20% era operabile. Proprio per invertire questo trend, da due anni Aoui ha istituito il numero verde cominciando ad occuparsi di prevenzione ancora in epoca Covid. Il servizio è pubblicizzato anche presso i medici di base.
Il GIVOP - Gruppo Interdisciplinare Veronese di Oncologia Polmonare. Da anni è attivo il gruppo di esperti specialisti per stabilire il percorso di cura più adatto. Si riunisce settimanalmente per discutere dei casi più complessi e stabilire i trattamenti necessari (oncologico, radioterapia, chirurgia). Ne fanno parte i medici di: pneumologia, chirurgia toracico, radioterapia, radiologia, oncologia. Il Gruppo opera anche in video conferenza con colleghi di altre strutture sanitarie provinciali.
Alla conferenza stampa hanno partecipato: il direttore generale Aoui-Verona dott. Callisto Marco Bravi, il direttore UOC Pneumologia dott. Claudio Micheletto e il pneumologo dott. Tommaso Bondavalli.
Hanno partecipato inoltre i membri del Givop (Gruppo Interdisciplinare Veronese Oncologia Polmonare): prof. Michele Milella direttore UOC Oncologia, dott. Maurizio Infante direttore UOC Chirurgia Toracica, dott. Renzo Mazzarotto direttore UOC Radioterapia e dr.ssa Stefania Montemezzi direttore UOC Radiologia.
Callisto Bravi: “Le terapie precoci hanno una grande importanza e per questo chiediamo di dare massima diffusione al servizio di numero verde a cui ogni cittadino può rivolgersi direttamente. La prevenzione è fondamentale così come è altrettanto efficace la modalità che abbiamo di presa in carico del paziente, che risponde ad una visione olistica di valutazione globale della persona e della sua salute”.
Claudio Micheletto: “Per effetto del Covid da meno di un anno siamo tornati alle normali attività , molte sono le neoplasie polmonari ma poche di queste sono avviate al chirurgo perché la maggior parte è stata purtroppo diagnosticata in fase molto avanzata. Questo è un dato che si trova in letteratura sia nazionale che internazionale. Adesso la grande sfida è quella della diagnosi precoce. Noi ci abbiamo pensato già durante la pandemia istituendo due anni fa il numero verde con un percorso specifico, che non è quello di una normale visita ambulatoriale ma una presa in carico immediata. La neoplasia polmonare è una delle prime cause di mortalità è ovviamente legata principalmente al fumo, quindi necessaria anche la prevenzione primaria sugli stili di vita. Ma per tutti i casi di sospetta neoplasia i pazienti vanno indirizzati precocemente ad una visita, un invito che stiamo rivolgendo ai medici di medicina generale, la diagnosi precoce può salvare la vita. Altro strumento fondamentale è il Gruppo interdisciplinare veronese di oncologia polmonare, che invece esiste da molti anni ed è un valore aggiunto. Si ritrova ogni lunedì pomeriggio, con il dottor Infante che attualmente è il responsabile, per la discussione dei casi clinici e la decisione se avviare questi pazienti alla chirurgia toracica, all’oncologia, alla radioterapia o all’assistenza domiciliare”.
Stefania Montemezzi: “La radiologia è una tappa fondamentale nel percorso di questi pazienti, perché la diagnosi è essenzialmente radiologica. L’identificazione di una lesione polmonare avviene con una Rx o con una Tac e la diagnosi radiologica permette, dopo la discussione del caso al GIVOP, di indirizzare il paziente verso una terapia medica o verso la chirurgia. Noi radiologi, oltre a portare i casi di discussione al Gruppo multidisciplinare, contribuiamo attivamente nella definizione della scelta se la lesione vada solo controllata oppure se vada operata”.
Michele Milella: “Ci siamo incontrati con i colleghi medici di medicina generale per lavorare assieme a un sistema duale e quindi cogliere in una fase più precoce le prime manifestazioni della malattia. La nostra Azienda è stata anche protagonista nella ricerca, mi piace ricordare che qui da noi è stato trattato il primo paziente in Italia in uno studio di terapia neoadiuvante. E’ stato un paziente operabile che dell’intervento chirurgico ricevere l’immunoterapia sistemica, che può migliorare anche la performance dell’intervento chirurgico. Questo studio sarà presentato fra pochi giorni e ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza e le prospettive di guarigione. Questo paziente è stato visto dal Givop che ha identificato il percorso, a riprova del fatto di quanto sia importante intervenire per tempo e di quante nuove possibilità terapeutiche ci siano oggi rivolgendosi a strutture come la nostra”.

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