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| Sabato 25 Marzo 2023 |
Confindustria Verona: previsioni delle imprese, per il 2023.
Il 2022 si è chiuso con il rallentamento della produzione, che ha sfiorato una crescita tendenziale del +1%.
Nell’ultimo trimestre del 2022, la variazione della produzione industriale si è fermata a +0,95%. Una decelerazione decisa, che tuttavia non intacca la crescita positiva dell’anno. Infatti, in media nel 2022 la produzione ha registrato una crescita pari a +3,66%. Piatti tutti gli indicatori previsionali per il primo trimestre del 2023. Positive, ma in rallentamento, le vendite, con il mercato interno, che segna un +3.1%, il mercato UE 3,3%, mentre l’extra-Ue +2,9. Gli ordini, aumentano del +2,2%. Rallentano la corsa i prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti. In particolare, le materie prime registrano un incremento pari a +9,9% (era +17,6% nel 3° trim), riversato solo in parte sui prezzi dei prodotti finiti, che crescono in misura più contenuta del 6,7%. Moderata la fiducia delle imprese (su una scala da 1 a 10, la media dei punteggi espressi dagli intervistati è di 5,5). Nonostante il clima di incertezza, resta alto (76%) il numero di imprenditori che prevede nei prossimi 12 mesi di aumentare gli investimenti o di mantenerli stazionari rispetto all’anno scorso. Fatturato in aumento per il 67% delle imprese di servizi, che vedono rallentare la performance rispetto alla precedente rilevazione (76%). Circa il 2023, la metà degli intervistati (49%) prevede una situazione di stazionarietà, il 27% una crescita, il 24% una contrazione. Risultati che migliorano se parliamo di aspettative di business: il 42% degli imprenditori prevede infatti che crescerà, per il 46% rimarrà stazionario, solo il 12% si aspetta una contrazione. Tra i maggiori ostacoli da affrontare, il 22% delle imprese segnala il proseguimento o l’inasprimento del rialzo dei prezzi delle materie prime (tra cui l'energia), il 17% è invece preoccupato dalla situazione di instabilità internazionale, il 16% evidenzia la difficoltà di trovare personale specializzato. Salde le intenzioni di investimento delle aziende, orientate, in particolare, a crescita ed innovazione digitale, nella direzione di industria 4.0. Bene, gli incentivi previsti dal sistema di sostegno nazionale, a conferma di un processo di innovazione, che non si ferma e che è ormai parte della cultura aziendale. Per Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona, “il rallentamento che ha colto l’economia nazionale non ha lasciato immune la nostra provincia, che a differenza delle previsioni ha visto la propria crescita in chiusura d’anno fermarsi appena al di sotto dell’1%. Quello che preoccupa di più sono gli indicatori previsionali, con una lunga fila di incrementi ‘zero’, nel per il primo trimestre dell’anno. Tuttavia, la maggior parte degli imprenditori, seppur preoccupato da un rallentamento, non si aspetta un arretramento, rispetto al 2022. Certo è che la confusione e l’incertezza, sia interna, che dello scenario internazionale, non aiuta. Se, quindi, le imprese hanno ben chiaro che l’innovazione rimane centrale, non colgo una strategia per spingere questa innovazione. Penso ad esempio a politiche verso una transizione green che dovrebbero accompagnare in un percorso programmato, secondo il calendario europeo cittadini e imprese dalle auto agli edifici. Oppure penso alla riforma del fisco, che non sembra avere quella organicità necessaria per un fisco, che diventi leva di crescita favorendo investimenti e capitalizzazione. Un altro nodo cruciale sarà poi la messa a terra dei tanti progetti del PNRR. Il protocollo, che Confindustria ha sottoscritto con ANCI, per realizzare un canale organico e aggiornato di comunicazione, informazione e formazione per garantire concretamente alle imprese di conoscere i bandi e gli avvisi, nonché i progetti finanziati ai Comuni e alle Città metropolitane, è un tassello. Sono convinto che occorra una rete anche più ampia di supporto, perché ciò che è stato progettato, veda la luce, nei tempi stabiliti, perché le opportunità si concretizzino in reale crescita e sviluppo del paese”. La sostanza di quanto sopra è la constatazione di un momento difficile per l’impresa, la cui buona volontà, come sempre, non manca. Momento, qui e là, illuminato da dati positivi, che potrebbero espandersi, se venissero ad imporsi calma e certezza internazionali. Mai dimenticando che se va bene l’impresa, va bene la società.
Pierantonio Braggio

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