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| Mercoled 6 Dicembre 2023 |
Comunicato di Coldiretti Verona, sul secondo monitoraggio, su illegalità e criminalità, nelle filiere agroalimentari, nelle province venete.
I primati dell’agroalimentare veneto fanno gola al malaffare. I fenomeni illegali non risparmiano le filiere del sistema regionale proprio per le ottime perfomance del comparto, che rappresentano una ricchezza, terreno fertile per gli interessi illeciti. Nel secondo rapporto sul monitoraggio, sui detti fenomeni, stilato dall’Osservatorio Agromafie - Fondazione promossa da Coldiretti - con il contributo della Regione del Veneto e presentato il 23 novembre scorso, emerge un quadro che evidenzia come il settore agricolo in Veneto cresce e genera occupazione (+11% di occupati nel settore) in controtendenza rispetto all’andamento complessivo della Regione, pressoché stabile (-0,2%). Il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan: “E’ fondamentale conoscere le criticità che possono toccare l’agroalimentare sotto il profilo delle illegalità e della criminalità Altrettanto importante è però prevenire le condizioni che possono esporre le aziende agricole a questi fenomeni. È necessario quindi garantire l’equa distribuzione del valore sugli attori della filiera, a partire dal produttore, e creare politiche attive che consentano alle imprese di non trovarsi in difficoltà ad esempio nel reperimento della manodopera, che spesso è straniera e senza possibilità di trovare banalmente un alloggio in cui abitare”. Con oltre 82mila le imprese agricole censite nella Regione, il 7%del totale nazionale, il settore agricolo genera un fatturato di oltre 6 miliardi di euro in aumento dell’8% nell’ultimo quinquennio. Un ruolo cruciale è assunto dalle attività connesse con la Regione Veneto che si colloca al 5° posto in Italia, con 5.698 aziende, subito dopo la Toscana al primo posto (7.624), la Lombardia (6.347), il Trentino Alto-Adige (6.203) e l’Emilia-Romagna (5.725). Tra le principali attività al primo posto l’attività agrituristica con 1.454 realtà dislocate sul territorio regionale. Inoltre, con 9 miliardi di prodotti agroalimentari regionali destinati sui mercati internazionali, l’export regionale contribuisce ad alimentare i buoni risultati raggiunti dal cibo italiano sulle tavole di tutto il mondo. Le performance della Regione coprono il 14% dell’export agroalimentare complessivo italiano, che nel 2022 ha raggiunto il record storico di 61 miliardi di euro. Alberto Zannol, della Direzione Agroalimentare della Regione Veneto: “Purtroppo il Veneto, con le sue 67mila imprese agricole professionali, è un parco di divertimenti per coloro che sono orientati a comportamenti illeciti nell’ambito del reperimento di manodopera. Quando si parla di illegalità si parla anche di concorrenza sleale in cui vengono coinvolti sia gli imprenditori che i consumatori che non vengono messi nelle condizioni di capire il valore effettivo del prodotto agroalimentare di qualità”. “La Regione Veneto – ha proseguito Zannol – ha inserito tra i criteri di assegnazione dei contributi per lo Sviluppo Rurale quello dell’adesione da parte dell’azienda agricola alla rete di lavoro agricolo di qualità. Si tratta di un primo segnale per aumentare la cultura della legalità in ambito imprenditoriale agricolo”. Stefano Liberti, giornalista, che ha seguito la stesura del lavoro: “Con questo dossier abbiamo inteso fare una fotografia delle criticità legate al fenomeno del caporalato in Veneto dove ormai è radicata una forma di intermediazione illecita attraverso cooperative che forniscono manodopera a basso costo alle aziende. L’attività agricola si distingue dalle altre per la flessibilità necessaria nel reperimento dei lavoratori che dà maggiori possibilità di inserimento da parte delle cooperative anche a causa della carenza di servizi adeguati da parte delle istituzioni. Per questo è ulteriormente fondamentale l’incontro tra imprese datoriali e istituzioni come l’università di Verona, capofila del progetto FAR (Filiera Agricoltura Responsabile) che intende prevenire e contrastare lo sfruttamento lavorativo e il caporalato in agricoltura nelle Regioni del Veneto e della Lombardia e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano” Nel dossier sono stati affrontati temi importanti quali le nuove forme di caporalato, ma anche il tema delle pratiche commerciali sleali con il ruolo di vigilanza dell’ICQRF, delle indebite appropriazioni di fondi comunitari, fino alle pratiche commerciali sleali. Il volume racchiude inoltre il punto di vista dei cittadini, delle imprese, delle istituzioni sulla percezione del malaffare nel comparto agroalimentare. Un business che in Italia vale 24,5 miliardi di euro con una crescita che sembra non risentire della stagnazione dell’economia italiana e internazionale. Legalità. grande concetto e grande tema, che, giustamente, come sopra descritto, va tenuto in alta considerazione, anche nel comparto agricolo, per informare in merito, radicarne la cultura e alta tenere la vigilanza, onde fenomeni contrari alla legalità non abbiano il sopravvento.
Pierantonio Braggio

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