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| Martedì 23 Aprile 2024 |
Giornata del Made in Italy: Coldiretti: il cibo, prima ricchezza del Paese e voce principale dell’export, con 600 mld. Il ministro Lollobrigida, a Casa Coldiretti, per l’anteprima del video ufficiale della Campagna di promozione del Cibo italiano.
“E’ il cibo la prima ricchezza dell’Italia, con un valore della filiera agroalimentare allargata che ha superato i 600 miliardi di euro e rappresenta il simbolo più noto del Paese all’estero. Lo conferma l’analisi Coldiretti, diffusa in occasione della prima Giornata nazionale del Made in Italy, istituita il 15 aprile. Una ricorrenza festeggiata al Vinitaly a Casa Coldiretti con la partecipazione del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, alla Consulta nazionale del vino, che rappresenta la voce più importante dell’export agroalimentare Made in Italy, per un valore di 7,8 miliardi nel 2023. Presentato in anteprima il video ufficiale della Campagna nazionale di promozione dell’Agricoltura e del Cibo promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Fondazione Campagna Amica che coinvolge tutte le regioni italiane, nei centri urbani ma anche nelle aree interne, attraverso le strutture territoriali e la rete dei mercati contadini. L’obiettivo è la valorizzazione del Made in Italy agroalimentare e dell’educazione alimentare, secondo i canoni della dieta mediterranea, della stagionalità e del prodotto a km0. Il Made in Italy, dal campo alla tavola, vede complessivamente impegnati – sottolinea Coldiretti – ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio. Un record trainato da un’agricoltura, che è la più green d’Europa con – evidenzia la Coldiretti – la leadership Ue nel biologico con 80mila operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (325), 529 vini Dop/Igp e 5547 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica, la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. Primati che vanno però difesi dal fenomeno del “fake in Italy”, il cibo straniero spacciato per italiano sfruttando il concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, quello che tecnicamente si chiama codice doganale. In questo modo, cosce di prosciutto estero dopo, essere state salate e stagionate vengono vendute per italiane, e lo stesso capita col latte straniero che diventa mozzarella italiana. Una frode contro la quale è partita dal Brennero una grande mobilitazione di Coldiretti, con obiettivo la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola. Prandini: “Più trasparenza sui mercati mondiali”. “Grazie per il lavoro che il Ministero sta facendo, non solo all’interno dei confini nazionali, ma soprattutto giocando una partita legata all’internazionalizzazione” - ha sottolineato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel corso dell’incontro con il Ministro e la Consulta Vino. “Qualcuno deride o diciamo così sminuisce l’iniziativa che noi abbiamo fatto al Brennero – ha aggiunto Prandini -. È un’iniziativa di trasparenza e di risposta, nei confronti dei cittadini e dei consumatori. Non è una manifestazione di chiusura all’interno dei confini, è vero esattamente l’opposto: partiamo dall’Italia per cercare di portare trasparenza sui mercati a livello mondiale e fare anche una lotta concreta al tema dell’Italian sounding, che, tante volte, si pensa essere solo fuori dei confini nazionali, quando, purtroppo, l’abbiamo anche all’interno del nostro Paese, quando ci sono queste storture”. Storture – molte, rilevate al Brennero – che vanno sollecitamente e radicalmente eliminate, in sede europea e italiana, in quanto, come sempre, sosteniamo, che non deve essere l’agricoltura corretta, con il suo costante impegno e sacrificio, sulla terra, a rimetterci.
Pierantonio Braggio

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