AL PAVING SHOW LE STRADE DEL FUTURO GUARDANO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Verona, 13 marzo 2025. Smart road, mobilità aumentata, sicurezza stradale, manutenzione programmata, gestione in tempo reale del traffico e della viabilità con maggiore efficienza. Potrebbero essere così le strade del futuro: connesse, gestite da remoto e con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, ma sempre con l’occhio umano a garantire che le informazioni raccolte ed elaborate possano essere utilizzate secondo scienza e coscienza, cioè anche nel rispetto di un’etica che l’Intelligenza Artificiale non possiede.
È il quadro emerso nel corso del convegno Intelligenza Artificiale: come, dove, quando, organizzato da Veronafiere in collaborazione con le riviste tecniche Le Strade e Vie & Trasporti, nel corso della prima edizione di Paving Show & Congress, mostra-convegno riservata agli operatori del settore delle pavimentazioni stradali e tappa verso la 32ª edizione di SaMoTer, Salone internazionale sulle macchine per costruzioni (6-9 maggio 2026).
«L’Intelligenza Artificiale offre un enorme potenziale per migliorare il settore delle infrastrutture stradali e delle pavimentazioni, dal monitoraggio e manutenzione predittiva delle strade alla progettazione di nuovi materiali da costruzione, fino all’ottimizzazione dei flussi di traffico e all’integrazione con i veicoli autonomi, le applicazioni dell'IA stanno cambiando il modo in cui gestiamo e sviluppiamo le infrastrutture stradali – dichiara il professor Alberto Servienti, docente di Organizzazione del Trasporto aereo al Politecnico di Milano -. Con l’avanzamento continuo della tecnologia, il settore si avvia verso un futuro sempre più intelligente, sicuro e sostenibile».
Il futuro è quello delle cosiddette Smart road, «una infrastruttura stradale integrata con avanzate tecnologie di rete e di comunicazione, composta da materiali strutturali avanzati, reti percettive, centri di informazione e reti di comunicazione, e possiede capacità di discriminazione, adattamento automatico e approvvigionamento energetico», spiega l’ingegnere Camilla Sesana, laureata all’Università Cattolica e premiata per la tesi in «Smart road e mobilità del futuro» con il premio Cattedra Abertis.
Fra sensori, algoritmi, sistemi di monitoraggio statici e dinamici, «digital twins» e strumenti predittivi, sistemi georadar e satelliti, le opportunità per raccogliere dati ed elaborarli così da gestire le strade anche in ottica di prevenzione, sicurezza, riduzione dell’inquinamento ambientale sono sempre più concrete. «Ogni anno, oltre 1,3 milioni di persone muoiono in incidenti stradali nel mondo e molti di questi si verificano in aree critiche che possiamo identificare, prima che gli incidenti accadano», sostiene il professor Nicholas Fiorentini. dell’Università di Pisa.
La stessa Anas partecipa al progetto europeo «Smart road», con un primo stanziamento di 251,6 milioni di euro su un totale di investimenti programmati per un miliardo di euro al 2032 e la realizzazione di 6.700 chilometri di «strade intelligenti e più sicure, grazie a tecnologie per la comunicazione wireless, per il monitoraggio delle infrastrutture, per il controllo del traffico.
L’Intelligenza Artificiale e l’Iot possono operare per la comunicazione fra veicolo e veicolo, fra veicolo e infrastruttura, tra veicolo e rete (anche per comunicare con il cloud, che consente di accedere a dati storici), tra veicolo e pedoni e ciclisti, che sono i soggetti più vulnerabili della strada. Per poter operare in questa direzione, però, servono standard comunicativi comuni.
Anche sul fronte del monitoraggio delle condizioni stradali e della manutenzione delle infrastrutture l’IA potrebbe mettere al servizio tecnologie predittive e consentire la pianificazione degli interventi, riducendo così i costi di gestione delle strade stesse. Progetti di sviluppo di Intelligenza Artificiale coinvolgono non solo i gestori e manutentori delle strade, ma anche le aziende del comparto automotive. E da un sondaggio svolto da Camilla Sesana a 500 consumatori, circa il 43% crede che le nuove tecnologie innovative possano incrementare la sicurezza stradale e ridurre gli incidenti.
L’Intelligenza Artificiale, tuttavia, mostra anche dei limiti. Ne parla il professor Servienti, citando uno studio del Mit di Boston che in un report dell’agosto 2024 ha elencato 777 rischi correlati all’IA. «Per questo è fondamentale la supervisione etica, intelligente e responsabile dell’uomo».