Dazi Usa: effetto domino per la manifattura: «L’impatto sarà devastante, servono rapide contromisure», per la presidente di Confimi Industria Veneto, Maria Carlesi, e il presidente di Confimi Apindustria Verona, Claudio Cioetto
«I dazi provocheranno un effetto domino sull’intero settore della manifattura, non solo su quelle aziende che esportano direttamente negli Stati Uniti». Lo affermano la presidente di Confimi Industria Veneto, Maria Carlesi, e il presidente di Confimi Apindustria, Verona Claudio Cioetto. «La decisione di Trump si inserisce in un momento di grave incertezza, in quanto le imprese non hanno ancora assorbito completamente gli effetti della guerra in Ucraina. L’impatto sarà devastante, servono rapide contromisure». Secondo Confimi il danno è aggravato dall’incertezza provocata, dai dazi Usa. «I settori del marmo e del vino sono direttamente esposti, ma ci sono ambiti come la metalmeccanica che subiranno contraccolpi, anche indiretti, che in questa fase sono difficilmente quantificabili. Molte delle nostre aziende, ad esempio, esportano componenti in altri Stati europei dove vengono assemblati da imprese, che poi esportano il prodotto finito negli Stati Uniti – afferma Carlesi –. Nel settore dell’alluminio, legato alla metalmeccanica, ci sono difficoltà di previsione. Le acciaierie e le fonderie erano già in difficoltà, ora la strada si prospetta ancora più in salita». Cioetto riprende le ultime affermazioni di Trump, secondo cui tratterebbe sui dazi in cambio di offerta fenomenale: «Lasciano sperare che ci sia margine per un negoziato. Ora servono fermezza e autorevolezza nel far valere le ragioni di comparti che rappresentano l’eccellenza a livello globale. Le istituzioni europee devono difendere le imprese e tutelare la competitività del sistema produttivo. L’auspicio è che Trump abbia sparato alto per poi negoziare. La sua scommessa è che i dazi spingeranno le aziende ad insediarsi nel suolo statunitense ma riallocare le imprese richiede tempi e costi notevoli, che peseranno soprattutto sulle PMI e avranno pesanti ripercussioni anche in termini di occupazione». C’è attesa intanto di conoscere quali potranno essere le contromisure dell’Ue, che potrebbero entrare in vigore dal 15 aprile. Carlesi e Cioetto concludono: «È necessario aprire un dialogo costruttivo per trovare soluzioni che evitino una escalation di tensioni commerciali, dannosa per entrambe le parti. In parallelo al canale di dialogo diretto e costruttivo con gli Stati Uniti sarà fondamentale ampliare la presenza del sistema produttivo su mercati alternativi, in grado di creare nuove opportunità di crescita e stabilità». Una situazione gravissima, quella creata dai pesantissimi dazi USA, che, trascurando alleanza pluridecennale ed amicizia, è frutto di decisioni, in grado di cancellare anni ed anni di impegno e di buona volontà, non solo nostrani, ma globali. Difficile, poter pensare a positive revisioni, se non, forse, a qualche concessione di riduzione, auspichiamo, dei dazi imposti. Non resta, quindi, che agire uniti, più che uniti, parlando e dialogando, senza inasprire le relazioni, come sopra evidenziato, con l’unica voce, quella di Bruxelles, chiamato a creare aiuti alle imprese. Intanto, conviene iniziare subito la ricerca di nuove piazze, non dimenticando che ci si trova dinanzi a cambiamenti, che richiedono adattamento, forzato, e visione aperta, verso altre vie.
Pierantonio Braggio