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Luned 21 Aprile 2025
Vino: per i rossi italiani, consumi in calo, ma ne aumenta il valore. A Negrar il tradizionale incontro, in occasione del Palio del Reciòto. Investitura a Cavaliere del Sovrano e Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Recioto, di Giorgio Girardi, responsab

Il numero di bottiglie di vini rossi italiani vendute tende a calare, ma il valore commerciale è in crescita, consentendo così il cauto ottimismo dei viticoltori della Valpolicella. Si può sintetizzare, così, quanto esposto, a Negrar, al tradizionale incontro organizzato da Coldiretti Verona e Valpolicella Benaco Banca, in occasione del Palio del Recioto. Il tema della serata, “La viticoltura della Valpolicella tra mercato e cambiamenti dei consumi”, è stato trattato da più prospettive da parte dei relatori che però sono giunti allo stesso punto: i rossi veronesi devono adattarsi a un mercato, che per una serie di concause sta cambiando. La prima parte della serata è stata dedicata ai saluti da parte di Giampaolo Brunelli, presidente della Cantina Valpolicella Negrar, Fausto Rossignoli, sindaco di Negrar di Valpolicella, Alessandro De Zorzi, direttore Generale di Valpolicella Benaco Banca, Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Fabrizia Corradi, Presidente della Pro Loco di Negrar e Nicola Mori, docente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, gli esperti moderati da Giorgio Girardi, responsabile area economica di Coldiretti Verona. In seguito i relatori sono entrati nel vivo del tema. Giancarlo Vettorello, responsabile settore vitivinicolo di Coldiretti Veneto ha approfondito le dinamiche di mercato arrivando alla conclusione che è ormai assodato che a livello mondiale i consumatori si stanno orientando a un costante calo in quantità, ma sono disponibili a spendere di più per un prodotto di maggiore qualità. A fronte di una diminuzione di bottiglie vendute, dal 2010 il valore dei vini rossi esportati dall’Italia verso i paesi extra Ue, per esempio, è passato da poco più di un miliardo a quasi due nel 2024. Anche nel nostro Paese si verifica lo stesso trend (da un’indagine Ismea risulta che nel 2014 la metà degli italiani consumava vini rossi, mentre nel 2023 in numero è calato arrivando al 38%) ma qui l’attenzione verso ciò che si bene è ancora più alta: “Se in Italia – ha detto Vettorello - metà del vino è a denominazione, nel Veneto raggiungiamo addirittura l’80% di prodotti con le certificazioni Doc o Docg”. “Per il territorio in cui ci troviamo stasera – ha aggiunto Vettorello - non c’è motivo di allarmarsi per il calo delle bottiglie perché la Valpolicella esprime ben quattro grandi vini (Recioto, Amarone, Ripasso, Valpolicella) che sono frecce importanti nell’arco dei produttori. L’importante è riuscire a valorizzarli adattandosi al mercato che cambia”. Andrea Carpi, Founder di Ac Marketing and trade, ha spiegato il posizionamento e le prospettive internazionali dei grandi rossi esprimendo perplessità sulla prospettiva di orientarsi verso altri mercati rispetto a quelli ormai consolidati: “Non sono convinto che sia poi necessario cercare altri sbocchi commerciali – ha detto - ritengo sia meglio rafforzare quelli già esistenti, che hanno ancora molte potenzialità inespresse rispetto ad altri fronti che, seppur nuovi, ne hanno certamente meno”. Carpi ha poi spiegato le criticità con cui si devono confrontare gli importatori stranieri“, a partire dai prezzi con cui i vini italiani arrivano sui mercati statunitensi, carichi di moltiplicatori di costi, oppure con una gradazione alta rispetto alle più recenti richieste dei consumatori, sempre più orientati ai low alcohol wines”. “Infine – ha aggiunto Carpi – è necessario educare i giovani, molto più dediti al consumo dei bianchi, perché in realtà il loro è un percorso che li porterà un domani a bere i rossi. Proprio per questo il mio consiglio è quello di puntare sul Valpolicella rispetto all’Amarone, per le sue altissime qualità a fronte di una maggiore leggerezza”. È stato poi annunciato da Roberto Covallero, presidente di Slow Food Verona l’imminente riconoscimento del Recioto della Valpolicella come presidio Slow Food. Caso unico in Veneto e undicesimo in Italia dove i presidi di prodotti vinicoli sono cosa rara. “Si tratta di un risultato ambizioso e stimolante, pressocché unico nel panorama italiano – ha detto Covallero – che conferma i requisiti di eccellenza e unicità del Recioto. Il processo è stato lungo e complesso ma porterà benefici a tutta la comunità della Valpolicella a testimonianza del fatto che solo facendo squadra si possono ottenere ottimi risultati”. “Il periodo è indubbiamente incerto – ha esordito nelle sue conclusioni il vice presidente di Coldiretti Verona, Giacomo Beltrame – ma i segnali che arrivano dal mercato vanno senz’altro recepiti come stimoli: non possiamo assolutamente sottovalutarli e, anzi, dobbiamo essere pronti al cambiamento, qualora necessario. Durante l’ultima edizione di Vinitaly abbiamo ricevuto la visita di due commissari europei, quello all’Agricoltura Hansen e quello alla salute Varhelyi, che ci hanno rassicurato in fatto di etichette allarmistiche e di sostanze utilizzabili per difendere le nostre produzioni: si tratta di segnali importanti di attenzione verso il mondo agricolo che ci inducono a essere ottimisti". L’incontro è stato preceduto dalla cerimonia di intronizzazione dei Cavalieri del Sovrano e Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Recioto, che ha visto l’investitura di Giorgio Girardi, responsabile dell’area economica di Coldiretti Verona. Ombre e luci, meno consumo, ma più valore, maggiore attenzione ai “bianchi” e disponibilità ad aderire al cambiamento e, quindi, giustamente, a quanto richiedono i tempi. Complimenti a Giorgio Girardi, che vede riconosciuti passione ed impegno, con la nomina a Cavaliere, da parte del Sovrano Nobilissimo Ordine dell’Amarone e del Reciòto!
Pierantonio Braggio




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