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| Sabato 7 Febbraio 2026 |
Lavoro che include, territori che crescono. Con il bando Lavoro e Inclusione, Fondazione Cariverona investe 1,8 milioni di euro, in cinque progetti a Verona, per rafforzare inclusione lavorativa e sviluppo territoriale
“A Verona il lavoro non manca. La sfida, oggi, è fare in modo che le opportunità siano davvero accessibili e stabili, anche per chi rischia di restare ai margini: persone uscite dal mercato del lavoro, giovani che faticano a trovare una direzione, cittadini stranieri intrappolati, in impieghi precari, persone con disabilità o fragilità psichica, per le quali l’ingresso in azienda è ancora, troppo spesso, un percorso a ostacoli. È su questo scarto - tra domanda di lavoro e possibilità concreta di parteciparvi - che interviene Fondazione Cariverona con il bando Lavoro e Inclusione, sostenendo cinque progetti, per un investimento complessivo di 1,8 milioni di euro, nella provincia di Verona. “Il lavoro è fondamentale perché garantisce dignità e offre opportunità di realizzazione e autonomia alle persone”, commenta Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona. “Ed è decisivo anche per i territori, perché significa crescita economica, nuova occupazione, capacità di attrarre talenti e trattenere energie. Ma perché questo motore funzioni davvero, le opportunità non possono restare per pochi: l’inclusione è ciò che allarga l’accesso al lavoro e rende lo sviluppo più solido. È su questa idea - un lavoro che crea valore e amplia la partecipazione - che abbiamo scelto di investire con il bando”. I cinque interventi raccontano approcci diversi, ma complementari, capaci di leggere i bisogni reali del territorio e di agire sulle “condizioni” che rendono possibile l’accesso al lavoro e la tenuta degli inserimenti. L.I.F.E. M.A.P., promosso dalla Cooperativa Sociale Lavoro & Società, lavora su scala provinciale per rafforzare l’intero sistema delle politiche attive. Sportelli itineranti nei comuni, un portale unico per orientarsi tra servizi e opportunità, voucher personalizzati per affrontare ostacoli concreti come mobilità, abitazione e conciliazione: l’obiettivo è semplificare l’accesso al lavoro e ridurre quelle barriere invisibili che spesso impediscono alle persone di entrare o restare nel mercato occupazionale. Nel cuore della città, il progetto SNODI - Rete di inclusione lavorativa a Verona, guidato dalla Cooperativa Sociale Il Ponte, affronta invece una delle sfide più urgenti: l’inclusione lavorativa di richiedenti asilo, rifugiati e persone migranti vulnerabili. Qui il lavoro viene costruito a partire dai prerequisiti fondamentali - documenti, lingua, mobilità, diritti - integrandoli direttamente nei percorsi di formazione e inserimento, con il coinvolgimento attivo delle imprese e una governance condivisa tra enti pubblici e Terzo Settore. Un altro fronte cruciale è quello della disabilità. Con TERRAFERMA, la Cooperativa Sociale Quid propone di trasformare il Collocamento Mirato da obbligo burocratico a opportunità reale, creando una rete stabile tra servizi pubblici, imprese, agenzie per il lavoro e cooperative sociali. Una piattaforma digitale, living lab e percorsi di formazione per operatori e aziende puntano a cambiare lo sguardo sull’inclusione lavorativa, rendendola parte integrante delle strategie organizzative. Il progetto S.T.A.R. – Scoprire, Trasformare, Apprendere, Realizzare, promosso dalla Cooperativa Sociale Cercate, si concentra invece sulle persone con fragilità psichica e disabilità, accompagnandole in percorsi graduali che intrecciano laboratori pre-lavorativi, tirocini in azienda e sostegno psicologico. Un lavoro paziente, costruito insieme alle imprese del territorio, per abbattere lo stigma e rendere sostenibili gli inserimenti nel tempo. Infine, AbilityLink, promosso dalla Fondazione Centro Polifunzionale Don Calabria, guarda ai più giovani: ragazzi tra i 17 e i 25 anni con disabilità o in condizioni di svantaggio, accompagnati nella delicata transizione scuola-lavoro. Una rete ampia di scuole, servizi socio-sanitari e imprese sperimenta modelli di presa in carico personalizzata e di co-progettazione delle mansioni, per evitare che l’uscita dal percorso scolastico si trasformi in inattività e isolamento. Accanto ai singoli progetti, Fondazione Cariverona ha previsto la partecipazione agli Impact LAB, spazi di confronto e apprendimento condiviso, che accompagneranno, nel tempo, tutte le iniziative sostenute, anche grazie alla partnership con Fondazione Adecco. Non semplici momenti di verifica, ma occasioni strutturate, per analizzare ciò che funziona, individuare criticità, correggere la rotta e costruire modelli replicabili. “La Fondazione non è solo un ente finanziatore: è un partner che accompagna”, conclude Giordano. “Aiutiamo chi opera sul campo a rafforzare strumenti e modo di lavorare, a leggere i risultati e a migliorare passo dopo passo. E soprattutto costruiamo alleanze: mettiamo allo stesso tavolo soggetti che spesso hanno linguaggi e priorità diverse, per costruire visioni comuni, attorno al lavoro e trasformarle in azioni coordinate. È così che l’impatto non resta episodico, ma diventa un cambio di passo per tutto il territorio”. Mondo, quello d’oggi, moderno fin che si vuole, ma con molte persone in difficoltà. Bene, dunque, il progetto di cui sopra, atto ad aiutare a trovare soluzioni, eliminatrici di ostacoli e creatrici di dignità.
Pierantonio Braggio

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