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La musica, come cura ed inclusione. All’Istituto Gresner, Verona, un modello, che guarda al futuro della disabilità. Tenutosi, al Teatro Gresner, un confronto su musicoterapia e disabilità, insieme al Conservatorio “Evaristo Dall’Abaco” di Verona e ULSS 9
“La musica come strumento di cura, inclusione e benessere nella disabilità. È questo il cuore della terza edizione del convegno “Antonio Provolo, un genio contemporaneo”, che si è tenuto al Teatro Gresner, in Stradone Provolo 18 a Verona, e che quest’anno ha approfondito il tema “Innovazione e musicoterapia per l’inclusione e il benessere nella disabilità”. L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto Fortunata Gresner in collaborazione con il Conservatorio “Evaristo Dall’Abaco” di Verona e con ULSS 9 Scaligera. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sul ruolo della musica come elemento fondante dell’educazione e della terapia, in continuità con l’intuizione pedagogica di don Antonio Provolo, sacerdote veronese che già nell’Ottocento aveva riconosciuto nella musica una potente risorsa educativa e riabilitativa, in particolare per i ragazzi affetti da sordità. Il suo metodo pedagogico orale fu presentato al Congresso internazionale dei Maestri dei Sordomuti di Milano nel 1880, segnando una tappa significativa nella storia dell’educazione speciale. Ad aprire il convegno sono stati i contributi di Madre Elisa Duarte Cabrera, Superiora della Congregazione delle Suore della Compagnia di Maria, di Carlo Nogara, direttore dell’Istituto Fortunata Gresner, di Felice Alfonso Nava, Direttore dei Servizi Socio Sanitari Ulss9 Scaligera, e di Isabella Lo Porto, direttrice del Conservatorio di Verona. ‘È questo il terzo Convegno sulla Musicoterapia – ha detto Carlo Nogara, Direttore generale dell’Istituto F. Gresner -, un’occasione per recuperare le nostre origini ma anche per guardare avanti, grazie all’innovazione. Tra le varie realtà che abbiamo, puntiamo molto sul Semi convitto. È una convenzione particolare che riguarda gli utenti in condizioni socio-economiche svantaggiate, che storicamente serviva alla riabilitazione fonetica dei disabili uditivi, e oggi si apre alla disabilità grave. In collaborazione con il Conservatorio e l’Ulss 9 proponiamo una nuova convenzione per accompagnare questi utenti provenienti da famiglie disagiate in condizioni di disabilità con la musicoterapia all'interno delle classi, con un approccio didattico per una presa in carico completa che sia di sostegno alla famiglia e di beneficio per loro. Il nuovo centro di riabilitazione – ICR - segue l’attività della musicoterapeuta monitorando e studiando concretamente i progressi raggiunti dagli utenti dell’Istituto a seguito di questo nuovo e innovativo approccio multidisciplinare”. In collegamento video è intervenuto Padre Angel Ayala Guijarro, postulatore generale, con una relazione dal titolo “Essere parola oggi”, dedicata alla figura del Venerabile Antonio Provolo (1801-1842) e al legame profondo tra musica, parola e musicoterapia. Sono seguiti gli interventi del musicologo Mario Rossi, su “La pedagogia di Antonio Provolo al Congresso internazionale di Milano (1880)” e dei Maestri Edoardo Maria Strabbioli e Paolo Alberto Caneva del Conservatorio, che hanno presentato “Lo Stato dell’arte della formazione in musicoterapia nel comparto AFAM”. Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze di musicoterapia sviluppate all’interno dell’Istituto Gresner, che dal 1954 porta avanti l’eredità pedagogica di don Antonio Provolo coniugando inclusione e innovazione, con gli interventi di Concetta Pacifico, Coordinatrice del Primo Ciclo dell’Istituto Gresner Antonella Vangelista, Direttrice Sanitaria dell’Istituto Gresner e della musicoterapeuta Elena Fasoli. L’incontro è stato moderato da Elisa Tagliani, di Tagliani Gruppo Adv. Al termine, l’esecuzione musicale di Tommaso Luison, violinista e musicologo di fama internazionale, che gode di un vasto repertorio per violino, dalla musica antica ai linguaggi della contemporaneità, dalla musica popolare alla grande tradizione classica e lirico-sinfonica. Il musicista svolge anche un’intensa attività di divulgazione attraverso pubblicazioni e un apprezzato canale su YouTube. È docente in Violino al Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona. Nel Corso del convegno l’attenzione è stata rivolta anche al Centro Riabilitativo ICR, che opera in collaborazione con le aree scolastiche del primo e secondo ciclo e con l’area sociale. I dati e le testimonianze hanno confermato come la musica rappresenti un vero ponte tra passato e futuro, capace di integrare l’eredità del Provolo con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Non solo strumento terapeutico, ma anche palestra privilegiata di espressione emotiva, relazione e benessere globale. In questa stessa prospettiva si inserisce una nuova iniziativa educativa: grazie al sostegno di alcune benefattrici, a partire da quest’anno l’Istituto potrà contare su due maestri di coro specializzati che realizzeranno attività canore formative in tutti gli ordini di scuola, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, coniugando la serietà della didattica a un approccio pedagogico attento alla crescita integrale della persona.A chiusura del convegno è stato dedicato un approfondimento alla convenzione per il servizio di semi-convitto, un’esperienza unica nata dal metodo orale di don Antonio Provolo e oggi oggetto di un significativo aggiornamento in chiave inclusiva. Il servizio, inizialmente rivolto a bambini e ragazzi con disabilità uditiva, si è progressivamente ampliato fino a comprendere la presa in carico di minori con disabilità grave, anche grazie al contributo della musicoterapia. Il semi-convitto rappresenta un sostegno concreto per le famiglie, in particolare quelle più fragili, garantendo percorsi terapeutici personalizzati e gratuiti in collaborazione con ULSS 9 Scaligera. Un servizio strutturato sull’intera giornata che integra interventi riabilitativi, mensa e trasporto attrezzato su Verona e provincia, rispondendo in modo efficace ai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie”. Iniziative importanti, lodevolissime, di un Istituto, che aiuta – oltre a creare cultura, con altri corsi scolastici d’educazione generale – una particolare disabilità e le relative famiglie, nel nome del grande pedagogo veronese, don Antonio Provolo.
Pierantonio Braggio

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