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LEGNO-ENERGIA, 9 MILIONI DI GENERATORI IN ITALIA MA PIÙ DI 3 SU 4 SONO OBSOLETI E POCO EFFICIENTI
A PROGETTO FUOCO UN CONFRONTO ISTITUZIONALE RILANCIA LA SFIDA DEL TURNOVER TECNOLOGICO
Un convegno istituzionale con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dei rappresentanti della filiera legno-energia. Presentato il Rapporto Statistico di AIEL, partner tecnico di Progetto Fuoco
Verona, 26 febbraio 2026 – Il legno-energia è oggi la principale fonte rinnovabile per il riscaldamento in Italia con quasi 9 milioni di generatori installati. Tuttavia, il parco in Italia è ancora poco efficiente a livello energetico, con il 79% di apparecchi obsoleti (due stelle o non classificati). Il raggiungimento degli obiettivi emissivi al 2030 dipenderà quindi dalla capacità di trasformare il turn over tecnologico in una politica strutturale, centrata sulla sostituzione del parco obsoleto, sulla qualità dei biocombustibili e sulla corretta installazione e conduzione degli impianti.
Sono alcuni dei temi emersi nel corso di Progetto Fuoco, la più importante fiera internazionale dedicata alle tecnologie per il riscaldamento a biomassa in corso nei padiglioni di Veronafiere fino al 28 febbraio. Il percorso di attuazione del Piano nazionale per la qualità dell’aria e l’evoluzione degli strumenti di sostegno al riscaldamento rinnovabile sono stati al centro del convegno istituzionale ospitato oggi nel corso della manifestazione, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dei rappresentanti della filiera legno-energia.
L’incontro è stato inaugurato dai saluti istituzionali di Monica Pontarin, event manager di Progetto Fuoco. Quindi l’intervento di Fabio Romeo (Direzione generale Programmi e Incentivi Finanziari – MASE), che ha riconosciuto lo sforzo compiuto negli ultimi anni da imprese e costruttori nell’innovazione tecnologica e nella riduzione delle emissioni, sottolineando tuttavia come il percorso non sia ancora concluso. Stefania Crotta (Direttore generale Programmi e Incentivi Finanziari – MASE) ha quindi illustrato lo stato di attuazione del Piano nazionale per la qualità dell’aria 2025–2027 che interviene su agricoltura, trasporti e riscaldamento civile, affiancando misure regolatorie, incentivi economici e azioni di sistema. Per il settore termico, le leve principali riguardano l’aggiornamento del DM 1862017 per favorire tecnologie sempre più performanti, 100 milioni destinati alla rottamazione dei vecchi generatori a biomassa e il rafforzamento del Conto Termico, che registra un numero molto elevato di richieste, segnale di un mercato attivo attento alle opportunità offerte dallo strumento incentivante. Il quadro degli strumenti è stato completato dall’intervento di Enrico Bonacci (Segreteria tecnica del Dipartimento Energia – MASE), che ha collegato il dibattito agli obiettivi 2030 del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e al recepimento della Direttiva REDIII.
Rapporto Statistico AIEL
A fornire la base dati per il confronto è stato il Rapporto Statistico AIEL presentato dal Responsabile Area Tecnologica e Progettazione di AIEL Diego Rossi, che fotografa un parco installato di circa 9 milioni di generatori a biomassa, composto per il 97% da apparecchi domestici. Il dato più significativo riguarda la qualità tecnologica: il 79% degli impianti è ancora costituito da generatori a 2 stelle o non classificati, che incidono per oltre il 90% delle emissioni complessive del comparto. Le tecnologie più moderne (4 e 5 stelle), oggi standard di mercato, rappresentano ancora una quota minoritaria dell’installato, pur avendo registrato negli ultimi dieci anni una forte crescita delle vendite, soprattutto nelle soluzioni automatiche a pellet.
Le simulazioni al 2030 mostrano che, mantenendo l’attuale ritmo di rinnovo del parco, si potrebbe ottenere una riduzione delle emissioni di particolato pari a circa il 18% rispetto al 2024. Un’accelerazione del turnover tecnologico, concentrata sulla sostituzione degli apparecchi più obsoleti, consentirebbe risultati significativamente superiori, fino a oltre il 40% nello scenario più ambizioso. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: per centrare gli obiettivi ambientali servono stabilità del quadro regolatorio, strumenti incentivanti efficaci, controlli coerenti e un’azione di comunicazione capace di coinvolgere direttamente i cittadini nel processo di rinnovo
tecnologico.
Il convegno ha così offerto una fotografia articolata della fase di transizione che sta vivendo il settore: un comparto che ha già intrapreso un percorso di innovazione, ma che nei prossimi anni sarà chiamato a consolidarlo all’interno di un quadro normativo e strategico tuttora in evoluzione. La sessione si è conclusa con un tavolo di confronto tra rappresentanti delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Toscana e della Provincia Autonoma di Bolzano, che hanno condiviso esperienze normative e criticità applicative, con particolare attenzione ai controlli e alle ispezioni sugli impianti, al loro accatastamento, al coordinamento tra livello
nazionale e territoriale e alla comunicazione rivolta ai cittadini.
Progetto Fuoco prosegue in fiera a Verona fino a sabato 28 febbraio. Evento di punta della giornata di domani venerdì 27 febbraio sarà lo European Pellet Forum, il format annuale, per la prima volta in Italia, destinati ai produttori e ai trader di questa importante e rinnovabile commodity energetica con l’obiettivo di inquadrare le ultime tendenze, le tecnologie e gli sviluppi normativi che stanno plasmando il settore del pellet. Mentre il tema delle foreste e della valorizzazione del ruolo e delle competenze femminili sarà al centro di un incontro dal titolo “Foreste, femminile plurale”.

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