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VINITALY. BOZZA (FI): “OBIETTIVO AMPLIARE EXPORT A NUOVI MERCATI. A DISPOSIZIONE AMBASCIATE E CONSOLATI”
Ieri il convegno del consigliere regionale con il Consorzio della Valpolicella, Coldiretti, Federdoc e Ministero degli Esteri
Verona 15 aprile 2026 – “Nuovi mercati internazionali dell’export ed enoturismo. Queste le sfide del comparto vitivinicolo. E le istituzioni devono favorire il raggiungimento di questi obiettivi. Con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, domenica, abbiamo fatto il punto proprio su questo: mettere a disposizione le ambasciate anche come punto di riferimento commerciale per la filiera vitivinicola”.
Lo ha detto il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, introducendo ieri i lavori della tavola rotonda “IL FUTURO DEL VINO. Cambiamenti dei consumi e nuovi mercati. Le sfide da cogliere", ospitata dal Consorzio di tutela dei vini della Valpolicella.
Con Bozza sono intervenuti il presidente del Consorzio Christian Marchesini, il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini, il presidente di Federdoc Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi e il vice direttore generale per la crescita e la promozione export del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Fabrizio Lobasso.
“I conflitti internazionali, lo spauracchio dei dazi e il cambiamento dei mercati certamente rendono complesse le sfide presenti e future della filiera vitivinicola – ha detto Bozza – pertanto occorre creare una piattaforma unica veneta e veronese che rappresenti tutta la filiera e che la rafforzi nell’attività di promozione internazionale. Così si può fare sistema e parlare con una voce sola”.
“Siamo qui – ha detto Marchesini – per dare un orientamento anche alle aziende presenti sulle dinamiche di mercato e di distribuzione che mutano. La situazione internazionale è complessa ma guardiamo il futuro con positività. L’accordo con India per noi è positivo, può darci opportunità da sfruttare”.
Secondo Vantini le istituzioni “devono liberare il vino dalla catene, quindi dalla burocrazia eccessiva e dalla demonizzazione, pensiamo alle etichette allarmistiche che alcune istituzioni Ue vorrebbero inserire”. Vantini ha ricordato che “Verona è capitale del vino, pensiamo che anche solo una riduzione del 5% del nostro export significherebbe una perdita di 200 milioni di euro”. Ma il futuro per il presidente di Coldiretti è un cambio di prospettiva nella produzione: “Occorre non ragione più in termini di volumi, ma sulla qualità. E lavorare sul piano culturale per la promozione del vino, perché il vino è cultura, paesaggio, territorio”.
Gallarati Scotti Bonaldi di Federdoc ha ricordato che “la situazione dei mercati internazionali è delicata ma le cose stanno andando meglio delle aspettative, dunque siamo positivi. E il Governo ci sta dando risposte positive. Gli Stati Uniti sono un mercato di riferimento, ma occorre allargare il raggio e i Consorzi possono fungere da coordinamento in questa operazione”.

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