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| Gioved 4 Giugno 2026 |
“Veronensis”, progetto-libro fotografico che racconta la città scaligera… – più di cento volti –, ideato e realizzato da Leonardo Ferri: patrimonio collettivo e memoria visiva, con un’anima solidale e sempre in moto, verso nuove iniziative. A dicembre 202
“In ristampa, altre mille copie del libro, che custodisce la veronesità, attraverso i volti delle persone… Verona raccontata, dai suoi volti, dalle storie e dai legami che la attraversano. Il tutto cristallizzato in scatti d’autore raccolti in unico volume. È questa l’anima di Veronensis, il progetto fotografico di Leonardo Ferri, fotografo toscano, di origine, ma veronese d’adozione, presentato in un vernissage, promosso dall’Associazione Culturale Historia APS, con la partecipazione di Abeo Verona e di molti dei suoi protagonisti. Un ritratto collettivo e intimo, capace di fissare nel tempo la bellezza quotidiana di Verona e delle persone, che la rendono viva. Un mosaico di volti – noti e meno noti – scelti, per rappresentare la pluralità e la vitalità di Verona: uomini e donne di cultura, di impresa, di sport, di arte, ma anche persone comuni, che incarnano a loro modo la veronesità. Tra i soggetti immortalati, figurano l’imprenditore Michele Bauli, Bruno Giordano e Filippo Manfredi di Fondazione Cariverona, musicisti come Edoardo Strabbioli (pianista) o Alberto Martini (primo violino concertatore), ma anche persone meno sotto i riflettori, come il fabbro Alessandro Ceoletta, e personaggi indimenticabili come Leopoldo Conforti, ricordato come il re delle chiavi e delle casseforti. Veronensis è un libro fotografico, ma soprattutto l’atto primo di un racconto collettivo. 130 ritratti in bianco e nero, frutto di un anno di lavoro, che compongono una narrazione viva e corale della città. «Questo progetto nasce come un gesto di gratitudine – spiega Leonardo Ferri – perché Verona mi ha accolto come un figlio. Sono arrivato qui, dieci anni fa, e questa città è diventata la mia casa. Con “Veronensis”, ho voluto restituire qualcosa, raccontando la mia storia, attraverso le storie di chi la rappresenta e la compone». Nato a settembre 2024 per celebrare i primi dieci anni di vita di Ferri, in terra scaligera, Veronensis imprime su pellicola un tempo, dei volti e dei passaggi epocali della città. Un ritratto collettivo e intimo, capace di fissare nel tempo la bellezza quotidiana di Verona e delle persone che la rendono viva. Un’opera che, nel tempo, diventerà memoria condivisa di un’epoca e testimonianza di una città che si riconosce nella propria comunità. «Non volevo fosse un progetto verticale, autocelebrativo – racconta Ferri – ma un lavoro orizzontale, fatto da e per i veronesi. Tutte le persone coinvolte hanno partecipato attivamente, contribuendo anche con la propria fiducia e la segnalazione, a loro volta, di altri “volti simbolo”. Per questo dico che Veronensis non è un lavoro a quattro mani, ma a 260 mani. Tante quanti i soggetti, che ho avuto l’onore di incontrare e di scattare, nella loro routine e, talvolta, in situazioni inusuali. Quello che presenteremo è solo il primo volume di altri. La considero una missione personale e collettiva che ogni volta andrà anche a sostenere cause sociali del territorio». Nel dicembre 2025, sono stati consegnati 5.500 euro per progettualità legate, a Villa Fantelli. Il libro fotografico ideato e realizzato da Leonardo Ferri: patrimonio collettivo e memoria visiva della città, con un’anima solidale e sempre in moto verso nuove iniziative. Un ritratto collettivo e intimo, capace di fissare nel tempo la bellezza quotidiana di Verona e delle persone che la rendono viva. Veronensis è un libro fotografico, ma soprattutto l’atto primo di un racconto collettivo. 130 ritratti in bianco e nero, frutto di un anno di lavoro, che compongono una narrazione viva e corale della città. «Questo progetto nasce come un gesto di gratitudine – spiega Leonardo Ferri – perché Verona mi ha accolto come un figlio. Sono arrivato qui dieci anni fa e questa città è diventata la mia casa. Con “Veronensis” ho voluto restituire qualcosa, raccontando la mia storia, attraverso le storie di chi la rappresenta e la compone»… La considero una missione personale e collettiva, che ogni volta andrà anche a sostenere cause sociali del territorio». Il volume è stato interamente autofinanziato e vive della partecipazione delle persone coinvolte e della loro volontà di condividere. Una scelta che sottolinea il valore etico e civico dell’iniziativa, che si completa in un gesto solidale: i proventi derivanti dalla vendita del libro, al netto delle spese di realizzazione, sono devoluti ad Abeo Verona, a sostegno dei bambini in cura e delle loro famiglie. Con una donazione minima, consigliata, di 50 euro, è ancora possibile ricevere il libro-catalogo della mostra, contribuendo direttamente a una causa, che unisce arte e solidarietà. Anche fotografie e libri, quindi, uniti ad impegno e ad alta volontà, dimostrano d’essere forte base di promozione di sentita solidarietà, nel nome di Verona, nella quale, opere di bene e di volontariato, sono di eccezionale esempio.
Pierantonio Braggio

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