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Olivicoltura: Coldiretti, bene l’approvazione dell’Osservatorio Regionale Olivicolo. Vantini: ora strumenti concreti, per rilanciare il settore
“Verona, 24 giugno 2026. Coldiretti esprime soddisfazione per l’approvazione oggi da parte del Consiglio regionale del Veneto della legge che istituisce l’Osservatorio Olivicolo Veneto, uno strumento atteso dal comparto e necessario per affrontare con maggiore efficacia le criticità che interessano una delle produzioni più identitarie dell’agricoltura regionale.L’Osservatorio rappresenta un passo avanti importante verso una governance più moderna e strutturata della filiera olivicola, grazie alla possibilità di disporre di dati aggiornati, di una mappatura del patrimonio olivicolo regionale e di un sistema di monitoraggio capace di orientare le future politiche di sostegno e sviluppo. Il Veneto olivicolo può contare su una base produttiva significativa e diffusa: nelle aree DOP regionali si contano circa 2.890 produttori, oltre 2.900 ettari di superficie olivetata, più di 820 mila piante di olivo e 51 frantoi attivi. Un patrimonio agricolo, ambientale e paesaggistico rilevante, che testimonia la presenza radicata della coltura e la sua importanza per le aree collinari e pedemontane della regione. Particolarmente apprezzata è l’attenzione riservata al ruolo delle imprese agricole olivicole e l’apertura a una dimensione interregionale dell’Osservatorio, elemento che consente di favorire il confronto tra territori, la condivisione delle informazioni e l’elaborazione di strategie comuni per affrontare le sfide che interessano il settore. L’approvazione della legge arriva in una fase particolarmente delicata per l’olivicoltura veneta e nazionale. Negli ultimi anni il comparto ha dovuto fare i conti con gli effetti dei cambiamenti climatici, il progressivo aumento dei costi di produzione, il calo delle rese e la riduzione del numero delle aziende agricole attive. In Veneto, nell’ultimo decennio, il settore ha registrato una significativa contrazione delle imprese, mentre l’ultima campagna olivicola ha evidenziato risultati produttivi particolarmente contenuti. A queste difficoltà strutturali si aggiunge una situazione di mercato sempre più complessa. Le recenti mobilitazioni promosse da Coldiretti e Unaprol hanno acceso i riflettori sul crollo delle quotazioni riconosciute agli olivicoltori italiani, sulle speculazioni lungo la filiera e sul rischio rappresentato da importazioni che comprimono il valore del prodotto nazionale. Una dinamica che mette in seria difficoltà migliaia di aziende agricole e rischia di compromettere la competitività dell’olivicoltura italiana. Per questo motivo l’Osservatorio non dovrà limitarsi a una funzione di raccolta dati, ma diventare un vero strumento operativo al servizio delle imprese agricole, capace di supportare la programmazione regionale, favorire gli investimenti, valorizzare le produzioni di qualità e contrastare l’abbandono degli oliveti, soprattutto nelle aree collinari e più fragili del territorio. «La conoscenza puntuale del patrimonio olivicolo regionale è una condizione indispensabile per costruire politiche efficaci – le parole di Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona –. L’Osservatorio potrà offrire una fotografia aggiornata del settore, individuare i fabbisogni delle aziende e contribuire a rafforzare una filiera che rappresenta non solo un valore economico, ma anche ambientale, paesaggistico e culturale per il Veneto». “Ora puntiamo sulla rapida attuazione della legge alla quale devono seguire interventi concreti a sostegno delle imprese olivicole, con misure dedicate alla competitività, all’innovazione, alla gestione delle emergenze climatiche e alla promozione dell’olio extravergine di oliva italiano, garantendo al tempo stesso controlli sempre più efficaci contro frodi, contraffazioni e pratiche commerciali sleali” conclude Vantini”. Come, sopra, bene evidenziato. L’olivicoltura significa, ovviamente, olio, ma anche valore economico e paesaggio. Tre fattori, cui non possiamo rinunciare. Ma, per non dovere rinunciarvi, il settore olivicolo nostrano deve essere, appunto, incisivamente, sostenuto e salvato.
Pierantonio Braggio

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