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CRESCERE E VIVERE TRA I MONDI, IL FORUM DELLE CITTADINANZE, ALLA SUA TERZA EDIZIONE, AFFRONTA IL TEMA DELLA MEDIAZIONE
Verona è una città plurale con oltre 255 mila abitanti, un residente su sei ha cittadinanza non italiana, sono persone provenienti da oltre 130 Paesi
Si è svolto oggi il Forum delle cittadinanze "Crescere e vivere tra mondi” una giornata intera dedicata al confronto sui temi della crescita e delle appartenenze in una società sempre più plurale: Teatro Camploy e il Parco della Provianda sono stati animati da seminari, laboratori, una cena comunitaria e uno spettacolo serale.
L’iniziativa, alla sue terza edizione è stata promossa dal Comune di Verona insieme a Terra dei Popoli, Azalea cooperativa sociale e Rete Migranti, nell'ambito del progetto FAMI POLIS.
“Essere sindaco significa esserlo di tutti e quindi lavorare – ha esordito il Sindaco Tommasi - perché la città sia davvero il luogo di tutte e di tutti. Il tema delle tante cittadinanze passa spesso come un problema da risolvere, mentre credo che sia un'opportunità, prima ancora che una condizione naturale — lo stesso vale per la questione del limite di studenti stranieri nelle classi: una città che risponde a più culture è una città più completa.
Verona ha da sempre la fortuna di essere crocevia di popoli, culture e merci, e come tale ha gia' nel proprio DNA il dialogo multiculturale, ricordo la testimonianza di realtà importanti come il Cestim, i Comboniani, il Don Calabria. L'ho detto in occasione dell'inaugurazione Marmomac e torno a sottolinearlo qui: quando si parla di internazionalizzazione va tutto bene, quando si parla di stranieri invece diventa tutto un problema, ma vi rendete conto che parliamo sempre della stessa cosa. Credo che questo sia il ruolo del Forum delle Cittadinanze: aiutare Verona a essere più completa, a cogliere tutte le opportunità, non a risolvere un problema.
Quello di cui dobbiamo preoccuparci è come costruire una città dove i giovani, e tutte le cittadine e i cittadini abbiano voglia di scegliere Verona per costruire il proprio futuro. Ed e' un pensiero che sottende la filosofia del nuovo PAT, documento strategico per la città che tiene conto dei contributi di tutti: quanto più ampia è la platea che partecipa, tanto più completo sarà quel documento.”
Gli ha fatto eco l’assessore alle pari opportunità, Jacopo Buffolo che ha aggiunto come “abbiamo voluto dare vita al Forum delle Cittadinanze perché crediamo che le politiche pubbliche debbano sempre chiedersi chi partecipa e chi resta escluso. Verona è già una città plurale — oltre 255 mila abitanti, un residente su sei con cittadinanza non italiana, persone da oltre 130 Paesi — e per questo abbiamo scelto un nome che restituisse dignità, superando lo stigma della vecchia "Consulta degli immigrati". Dall'aprile 2025 abbiamo affrontato temi concreti: servizi digitali, Piano di assetto del territorio, servizi cimiteriali e commiato. Oggi apriamo un confronto con i Servizi sociali, insieme alla collega assessora ai Servizi Sociali e Terzo Settore, Luisa Ceni, perché chiedere aiuto non sia uno stigma ma un diritto. Il tema di oggi, "Crescere tra mondi", mi sta particolarmente a cuore: i sogni dei giovani si somigliano ovunque, e nessuna origine, lingua o religione dovrebbe limitarne il futuro. Il Forum non basta da solo a risolvere le disuguaglianze, ma è un primo passo per costruire una Verona che non si limiti ad accogliere, ma che riconosca, ascolti e faccia partecipare. Ringrazio chi lavora ogni giorno in questa direzione, e soprattutto chi, nelle comunità delle diaspore, ha scelto di mettersi in gioco”.
A proposito di servizi sociali è intervenuta l’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni che ha sottolineato come “mediare non significa semplicemente tradurre. Con l'intelligenza artificiale, oggi, tradurre è un'operazione immediata la mediazione è tutt'altra cosa. Significa decodificare codici comportamentali, modi di vivere, vissuti e percorsi personali che hanno condotto le persone nella nostra città: una città che preferisco definire non multietnica, ma internazionale, fatta di tante persone e di altrettanti bagagli di vita, ciascuno portatore di un valore che arricchisce la nostra comunità. Per questo la mediazione culturale riveste per noi un'importanza fondamentale e viene impiegata con grande frequenza: ci consente di dialogare, di costruire ponti dove altrimenti si vedrebbero soltanto ostacoli. Ostacoli che, del resto, appartengono a ogni percorso di vita, ma che noi scegliamo di superare, per creare sinergie e arricchimento reciproco, nella convinzione che ciascuno porti con sé qualcosa di buono da offrire alla collettività”.
La mattinata si è aperta con l'intervento dell'illustratore Gek Tessaro, autore di "Città in Comune. Culture in movimento" alla lavagna luminosa.
Sono seguiti gli interventi di Dinha Rodriguez, presidente dell’Associazione Terra dei Popoli e coordinatrice del servizio di Mediazione Linguistico Culturale e Modou Mboup dell’associazione senegalese Gore Onesta. Rodriguez ha dichiarato che "Abbiamo voluto questo forum come rete di migranti, per riportare al centro la cura dei luoghi e della città in cui viviamo. Il nostro obiettivo è spostare il focus dall'accoglienza subita alla partecipazione attiva, trasformando le statistiche sui flussi migratori in storie di vita. La mediazione non è solo traduzione linguistica: è un vissuto che intercetta le ferite della migrazione e le trasforma in occasione di crescita comune. In questo percorso, nato quindici anni fa, crediamo che la scuola sia il luogo che meglio incarna il senso di una città che cresce insieme ai suoi figli, italiani e non. Come recita l'articolo 34 della Costituzione, la scuola è di tutti: da qui partiamo per costruire una comunità che superi la distinzione tra noi e voi."
Mboup ha evidenziato come “con il Comune abbiamo avviato tavoli di lavoro su casa, scuola e rimpatrio delle salme, percorsi che ci auguriamo possano portare a risultati concreti. Come rete chiediamo inoltre un confronto con questura e prefettura su ricongiungimenti familiari e tempi di rilascio dei permessi di soggiorno. Continueremo a svolgere un ruolo di mediazione, affrontando le criticità prima che si aggravino”.
Al centro della mattinata il seminario "Generazioni e Culture: conflitti e risorse", a cura del dottor Salemi Abdelhamid e del dottor Gabriel Maria Sala, moderato dalla dottoressa Maria Grazia Soldati, con la premessa delle dottoresse Fiammetta Andreetto ed Elena Vignola dei Servizi sociali del Comune di Verona, cui è seguito uno spazio di confronto aperto ai partecipanti.
Il pomeriggio, aperto dalla vicepresidente del Consiglio comunale Veronica Atitsogbe, è stato dedicato ai laboratori tematici di "Destini. Culture, appartenenze e generazioni", introdotti da Gabriel Maria Sala. Tra le proposte, "Rabbia e tenerezza tra le generazioni", rivolto ad assistenti sociali, educatori e famiglie a cura di Casa di Ramia, e "Storie di confine, storie di famiglia: l'accoglienza che genera futuro", promosso da Terra dei Popoli per le famiglie della Rete Migranti e delle famiglie affidatarie. Spazio anche ai più giovani con "Gira, gioca, danza nella Roda De Capoeira", condotto dal Maestro Caxixi e dal Gruppo Capoeira Candeias, e con i laboratori "Fuori rotta: storie, percorsi, confini, traumi e approdi", curato dall'associazione Afroveronesi con la partecipazione della professoressa Emanuela Gamberoni, e "Dove comincia casa: interrogare i confini, riconoscere eredità, costruire nuovi immaginari di appartenenza", a cura della dottoressa Ndack Mbaye.
La giornata si è conclusa con la cena comunitaria al Parco della Provianda, curata dalla Rete Migranti, e con lo spettacolo serale "I destini incrociati in festa" al Teatro Camploy, che ha proposto performance artistiche e musicali dal mondo, tra cui il concerto del Nardo Trio.
Il Forum delle cittadinanze è un'iniziativa sostenuta dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, nell'ambito del progetto POLIS "Piano Obiettivo lavoro e Integrazione Sociale per i cittadini di Paesi terzi in Veneto".

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