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| Giovedì 1 Ottobre 2026 |
Affioramenti I BASALDELLA tra segno, materia e spazio
Duemila anni di storia tornano ad affiorare sotto Palazzo Forti. Dopo i preziosi lavori di recupero degli ambienti ad opera della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, riapre al pubblico l’area archeologica del Palazzo, che ospiterà dal 1° al 31 ottobre 2026 Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio, un progetto espositivo realizzato dalla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti con la collaborazione di Fondazione Cariverona, Fondazione Archivio Afro e Galleria dello Scudo.
Riapre l’area archeologica, restaurata e restituita alla città
Nell’ambito del programma Secondo Tempo | Palazzo Forti, promosso per far riscoprire l’organismo vivo e stratificato del Palazzo, fatto di arte, architettura e archeologia, torna finalmente accessibile al pubblico l’area archeologica sotterranea, uno dei siti nascosti e meno noti della città, chiuso da oltre dieci anni. Un risultato reso possibile grazie in primis al fondamentale intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in collaborazione con il Comune di Verona e la Fondazione Cariverona, che hanno accompagnato con rigore scientifico e grande sensibilità istituzionale ogni fase del percorso di recupero. Dopo la prolungata chiusura, l’area archeologica è stata interessata da un puntuale riordino, sotto la supervisione della Soprintendenza, procedendo alla messa in sicurezza dei perimetri dei pavimenti musivi della domus e ponendo le basi per una rilettura stratigrafica dei resti.
Al di sotto del Palazzo, strade e domus di epoca romana convivono con strutture medievali e manufatti di età moderna, componendo un palinsesto storico di rara complessità: la sua riapertura non è un episodio isolato, ma la pietra angolare di un più ampio processo di rigenerazione culturale, capace di coniugare la tutela del passato con la sperimentazione dei linguaggi contemporanei.
Il progetto espositivo
Ad accompagnare questa riapertura è il progetto espositivo Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio, che per la prima volta vede lo scavo affiancato dal corpus di opere di Mirko Basaldella, appartenente alla Fondazione Cariverona, e a cui se ne aggiungono due provenienti dalla collezione Fondazione Archivio Afro di Roma. Ad esse si accostano le opere di Afro e Dino Basaldella, provenienti rispettivamente dalla Galleria dello Scudo di Verona e dalla collezione Fondazione Archivio Afro di Roma.
Il titolo della mostra richiama le vestigia che lo scavo sottrae alla terra e restituisce al presente, ma evoca al tempo stesso la plasticità delle opere dei tre fratelli, nelle quali forme, colori e strutture prendono corpo dalla materia: due memorie, ossia quella sedimentata nell’antico e quella generata dalla ricerca artistica, che si incontrano in un’unica esperienza di segno e visione.
Il nucleo del progetto ruota attorno al gruppo di sculture di Mirko, che costituisce la cifra della sua ricerca negli anni Sessanta e della produzione precedente. Il percorso si completa con due opere dedicate ai fratelli Afro e Dino, quale omaggio ai tre protagonisti che hanno segnato il panorama artistico internazionale del Novecento: Mirko porta la figura verso una dimensione simbolica e arcaica, Afro conduce la pittura verso la libertà del colore e del segno, Dino sviluppa una scultura in cui forma, volumi e spazio diventano elementi inseparabili.
Ad aprire il percorso espositivo è Giardino d’infanzia di Afro, in dialogo con le vestigia romane in una comune dimensione di memoria e sedimentazione. Collocate ai margini dell’area archeologica, le sculture di Dino e Mirko mantengono la propria autonomia e, senza interferire con i resti antichi, ne definiscono visivamente i confini: l’arte moderna rende più visibile l’antico, mentre l’antico, con la propria forza e materia, amplifica la percezione della ricerca formale del moderno.
Affioramenti è così un invito a guardare il luogo attraverso le opere e le opere attraverso il luogo.
In occasione della riapertura dell’area archeologica con il progetto dedicato ai fratelli Basaldella sarà presentato anche il catalogo Palazzo Forti 2025-2026, che racconta il percorso di restituzione del complesso alla città, attraverso le diverse fasi di riapertura degli spazi e i progetti che ne hanno accompagnato la nuova vita culturale. A partire dalla riapertura del Piano Nobile in occasione di Ápeiron | Senza confini, progetto espositivo che intreccia la collezione contemporanea di Fondazione Cariverona con le opere della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, offrendo una profonda riflessione su temi e complessità del presente, che è stato affiancato dal programma di Voci Forti, ciclo di visite guidate affidate a esperti, storici dell’arte e professionisti che ha contribuito alla storia e alla valorizzazione del Palazzo e della sua collezione. La Sala delle Vasche è tornata accessibile con CHIMERA. Novello Finotti, mostra dedicata a uno dei maggiori interpreti della scultura italiana, con opere che vanno dagli anni Sessanta alle realizzazioni più recenti, mentre Serate Forti ha animato durante l’estate il cortile, con un programma dedicato a cinema, musica e letteratura. Infine, il Terzo Piano si è aperto alla sperimentazione con l’installazione e l’iniziativa partecipativa The Lawn di Elena Guerreschi e Lascia un segno di So Bright.
Il Palazzo è tornato così a essere uno spazio aperto e vissuto, restituito alla collettività come luogo di incontro tra storia, arte contemporanea e sperimentazione, permettendo al pubblico di ritrovare – o scoprire per la prima volta – la magia di Palazzo Forti e di immaginare nuovamente un possibile futuro per questa sede.
“Oggi inauguriamo l’ultimo appuntamento di un percorso che, da ottobre 2025, ha riportato Palazzo Forti nella vita culturale di Verona - Dichiara l’Assessora alla cultura Marta Ugolini - Non abbiamo semplicemente riaperto un edificio: abbiamo rimesso in movimento un luogo, rendendone nuovamente accessibili gli spazi, la storia e le stratificazioni. Questo risultato è stato possibile grazie a un lavoro condiviso e, in questa fase, voglio rivolgere un ringraziamento particolare alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, per il prezioso supporto e per la competenza con cui ha accompagnato il recupero dell’area archeologica, consentendoci di riaprire un luogo di straordinario valore, rimasto chiuso per oltre dieci anni. Un grazie altrettanto importante va alla Fondazione Cariverona, con la quale l'Amministrazione condivide l’obiettivo di fare di Palazzo Forti un luogo vivo della cultura veronese, valorizzandone il patrimonio e costruendo nuove occasioni di dialogo tra le collezioni. Il progetto dedicato ai Basaldella ne è espressione. In quest’anno abbiamo visto tornare il pubblico, le opere, la musica, le voci e le esperienze negli spazi del Palazzo. Dal Piano Nobile alla Sala delle Vasche, dal Terzo Piano fino all’area archeologica, insieme abbiamo lavorato per prenderci cura di un patrimonio pubblico non limitandoci a conservarlo, ma facendolo vivere. E al termine di questa prima stagione di riaperture straordinarie, sento che dobbiamo essere tutti particolarmente grati a Patrizia Nuzzo, che ha messo competenza, passione, energia e una grande capacità progettuale nel dare forma a questo percorso e nel riportare Palazzo Forti dentro la vita culturale della città.
Adesso la responsabilità è continuare. Perché restituire un luogo alla città non significa soltanto riaprirne le porte. Significa continuare a riempirlo di cultura pubblica, di ricerca, di persone e di nuove progettualità. Questo è il lavoro che ci aspetta. Palazzo Forti non è un capitolo chiuso.
È una possibilità che Verona ha nuovamente davanti a sé”
“Vedere Palazzo Forti tornare progressivamente a vivere è un risultato importante per Verona e, soprattutto, un punto da cui continuare a muoversi – sottolinea Margherita Forenstan, Vice Presidente Vicario Fondazione Cariverona - La riapertura dell’area archeologica aggiunge oggi un nuovo tassello a questo percorso, facendo emergere una dimensione straordinaria del Palazzo e mettendola in dialogo con l’arte del Novecento. Fondazione Cariverona ha scelto di accompagnare questa nuova tappa mettendo a disposizione un nucleo significativo di opere di Mirko Basaldella: un patrimonio che acquista ulteriore valore proprio quando torna accessibile, incontra luoghi e pubblici diversi e genera nuove letture. È questa la direzione che ci interessa: non limitarsi a conservare, ma creare le condizioni perché patrimonio e spazi culturali possano continuare a produrre conoscenza, partecipazione e nuove possibilità per la città. Palazzo Forti ha ancora molto da esprimere e crediamo sia importante continuare a lavorare, con concretezza e visione, perché questo potenziale possa dispiegarsi pienamente”
"Il progetto Secondo Tempo | Palazzo Forti - commenta il Soprintendente Arch. Andrea Rosignoli - ha rappresentato l'occasione per restituire alla città un'area archeologica da troppo tempo, oramai, chiusa al pubblico. Grazie alla stretta sinergia tra Comune e Soprintendenza è stato possibile, quindi, in tempi record provvedere alla pulizia archeologica della stratigrafia e delle strutture antiche, oltre alla messa in sicurezza dei mosaici ancora presenti in situ, così da permettere al visitatore sia di leggere al meglio il contesto pluristratigrafico qui conservato che di apprezzarne il connubio con le opere d'arte esposte".

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