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Giovedì 22 Ottobre 2026
ECONOMIA. La Manifattura si mobilita: dazi, equità e concorrenza sleale. Al centro del confronto di Confimi Industria

“Difendere la manifattura significa difendere il lavoro, la capacità produttiva del Paese e il futuro delle sue imprese. In un mercato globale attraversato da tensioni commerciali, politiche sui dazi e profonde asimmetrie competitive, Confimi Industria accende i riflettori sulle condizioni necessarie per garantire una concorrenza leale e tutelare chi produce. È questo il tema al centro dell'incontro “La filiera manifatturiera delle fusioni si mobilita – Dazi equi e contro la concorrenza sleale”, promosso da Confimi Industria Meccanica, Confimi Industria Veneto e Confimi Industria Padova-Rovigo, in programma giovedì 29 ottobre, alle 18, nella Sala Convegni della Provincia di Padova, in piazza Bardella 2. L’evento è stato illustrato questa mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione. Il messaggio dell'incontro è racchiuso nello slogan scelto per l'iniziativa: “Se si ferma la filiera, si ferma l'Italia”. Le imprese manifatturiere italiane sono chiamate a competere sui mercati internazionali, ma non sempre lo fanno nelle stesse condizioni dei concorrenti, a causa di dazi, squilibri commerciali e pratiche sleali possono comprimere margini, investimenti e occupazione. «Da tempo stiamo assistendo al disinteresse della Comunità Europea – competente in tema di dazi – nei confronti dell’industria manifatturiera e nello specifico rispetto alla manifattura metalmeccanica. Un disinteresse che si trasforma in maggiori costi per le aziende che operano in Europa causati dall’aumento dazi in importazione delle materie prime – spiega Flavio Lorenzin, presidente di Confimi Meccanica –. Mentre, per i semilavorati metallici, la Comunità Europea consente l’importazione nel nostro territorio di manufatti con dazi vicini allo zero. Questo, sommato al fatto che l’energia, il costo del lavoro e le normative di sicurezza in Europa sono diversi da quelli dei nostri concorrenti extra UE, sta facendo sì che i nostri prodotti diventino non più concorrenziali sul mercato causando la chiusura di aziende e perdite di posti di lavoro».Michele Sigolotto, vice presidente della Provincia di Padova, evidenzia: «L’iniziativa promossa da Confimi Industria rappresenta un’importante occasione di confronto tra imprese e istituzioni su questioni decisive per il futuro del settore manifatturiero: dalla concorrenza internazionale ai costi energetici, le sfide da affrontare sono numerose e complesse e richiedono risposte concrete e coordinate a tutti i livelli. Viviamo in una fase storica in cui gli eventi geopolitici internazionali producono effetti sempre più rapidi e diretti sulle economie, fino a incidere sulle realtà produttive locali ed è anche per questo motivo che il dialogo tra imprese e istituzioni è fondamentale. L’incontro darà dunque alle aziende padovane l’opportunità di confrontarsi direttamente con i rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, portando all’attenzione le esigenze del comparto e contribuendo a individuare soluzioni capaci di tutelare la competitività del territorio e rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le sfide dei mercati». Per un territorio come il Veneto la questione non riguarda soltanto le singole aziende, ma la tenuta dell’intero sistema produttivo. «La nostra regione vive di manifattura, di imprese che investono, innovano e competono ogni giorno sui mercati, spesso affrontando costi e vincoli che non tutti i concorrenti sono chiamati a sostenere – afferma la presidente di Confimi Apindustria Veneto Maria Carlesi -. Ad essere penalizzata non è soltanto la singola azienda ma l'intera filiera, con le sue competenze, i suoi posti di lavoro e il suo radicamento nel territorio. Non chiediamo privilegi né barriere indiscriminate, ma regole applicate con coerenza e strumenti efficaci per chi produce nel rispetto delle norme». Durante l’incontro i relatori si confronteranno sulla necessità di regole equilibrate, capaci di proteggere il lavoro senza ostacolare gli scambi, e di condizioni di mercato che premino qualità, innovazione e capacità industriale. Il presidente di Confimi Industria Padova e Rovigo Raffaele Zanon aggiunge: «Puntiamo il dito contro scelte regolatorie europee di tipo ideologico – tra cui l'impatto del meccanismo CBAM – che hanno portato il divario di prezzo con i concorrenti extra-UE dal 10% del pre-Covid a oltre il 60% attuale. Una crisi che dal 2019 ha già causato la perdita di 1 milione di posti di lavoro nel comparto manifatturiero europeo, a cui si aggiungono oltre 100mila esuberi annunciati nella sola filiera dell'automotive. La mobilitazione promossa con il convegno serve a sottolineare che non si tratta di un problema europeo. Chiediamo l’intervento immediato dei governi nazionali, serve un cambio di rotta netto dalle istituzioni dell'e Europea e durante l’evento avanzeremo le richieste del nostro comparto». Moreno Zuin, presidente del Settore Meccanica di Confimi Industria Padova-Rovigo conclude: «Se i semilavorati possono entrare in Europa con dazi molto bassi o addirittura nulli, mentre le nostre imprese devono sostenere costi produttivi molto più elevati, abbiamo un problema di competitività che non possiamo più ignorare. Non chiediamo sussidi e non siamo contro i dazi. Chiediamo che siano equi e adeguati lungo tutta la filiera. Dobbiamo proteggere il lavoro e il valore aggiunto che vogliamo continuare a produrre in Italia e in Europa». Considerazioni e richieste giustificatissime e perfette, cui, Bruxelles, almeno in fatto di dazi, deve dare immediato ascolto, nell’interesse, in questo caso, italiano, ma, al tempo europeo. Ci vanno di mezzo, altrimenti, come sopra bene evidenziato, sforzi, per rimanere, almeno, a galla, competitività, economia, in generale, e benessere sociale.
Pierantonio Braggio



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