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UN NUOVO CONCETTO DI SEDE AZIENDALE PRESENTATA CASA MAGIS, LA NUOVA SEDE DEL GRUPPO APERTA ALLA CITTÀ
Non una sede, ma una casa: più di 1000 mq destinati ad attività collettive, 5.600 mq esterni a uso pubblico, con un parco e un bosco aperti alla città. Il progetto di Asa Studio Albanese, vincitore del concorso di progettazione, prevede strutture in legno e un edificio a emissioni zero
Vicenza, 5 novembre 2026 – È stato presentato oggi a Vicenza il progetto di Casa Magis, la nuova sede della multiutility: non soltanto nuovi uffici del Gruppo, ma un luogo da vivere, aperto ai cittadini e pensato per far incontrare Magis, la città e le persone. Il progetto è firmato da Asa Studio Albanese, che si è aggiudicato il concorso di progettazione.
Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, Cristina Balbi, assessora allo sviluppo economico e al territorio del Comune di Vicenza, il presidente di Magis Federico Testa, il vicepresidente Stefano Fracasso, il consigliere delegato Alessandro Russo e Flavio Albanese, fondatore di Asa Studio Albanese.
Il progetto Casa Magis nasce all’interno di una fase di profonda evoluzione del Gruppo che, con il Piano Industriale al 2030 - supportato da 1,1, miliardi di euro di investimenti - si è posto l’obiettivo di essere la multiutility nazionale che rende vivibile la transizione energetica per i cittadini. Al centro di questo percorso Magis ha scelto di mettere le persone, ed è proprio dalla volontà di creare una connessione tra città e persone che nasce Casa Magis.
Lo sviluppo naturale di questo percorso è stato quello di dare una nuova casa a chi lavora nel Gruppo, ma anche a chi vive a Vicenza. Una scelta che riflette la natura stessa del Gruppo: un’azienda a partecipazione pubblica che, con i propri servizi, accompagna la vita quotidiana delle persone – nelle case, negli spazi collettivi, nella mobilità, nel tempo libero e nelle reti di comunicazione – e che per questo ha nel territorio e in chi lo abita il centro del proprio piano industriale.
Un’attenzione alle persone che il Gruppo coltiva anzitutto al proprio interno: in Magis il gender pay gap è pari a zero, le donne rappresentano il 46% del personale e l’80% dei dipendenti è coinvolto in progetti di change management e di formazione sull’intelligenza artificiale. Casa Magis darà forma fisica a questo approccio, creando un luogo di lavoro di qualità e, insieme, un punto di riferimento per la comunità.
Il primo tratto distintivo di Casa Magis è rappresentato dal piano terra che sarà accessibile al pubblico e ospiterà spazi aperti a tutti, un giardino e un bosco che costituisce il cuore del progetto. Alcune aree saranno inoltre messe a disposizione di enti e associazioni del territorio per rii, incontri e iniziative. Casa Magis sarà così anche un luogo di ascolto e di dialogo con i cittadini-clienti, capace di ospitare attività di informazione, divulgazione ed educazione, a partire dai temi dell’energia sostenibile e del risparmio energetico.
Il cuore del progetto è un vero e proprio bosco, con grandi alberi, sottobosco e acqua: un ecosistema pensato per svilupparsi in autonomia, con poca manutenzione e un uso limitato di risorse idriche. Attorno a esso si distribuiscono gli edifici, orientati verso nord-est per catturare i venti dominanti e favorire la ventilazione naturale degli ambienti interni. Il progetto si ispira ai principi della biofilia e della healing architecture: il verde, interno ed esterno, e il legno naturale a vista – nelle strutture, nei soffitti e nei pavimenti – contribuiscono al benessere di chi lavora negli spazi e di chi li frequenta.
L’intervento interessa un’area di quasi due ettari e mezzo oggi priva di alberature e tra le più esposte del centro storico all’effetto “isola di calore”. La foresta urbana, insieme alle coperture inclinate realizzate con pannelli fotovoltaici, consentirà di ridurre di diversi gradi la temperatura dell’area.
Casa Magis è progettata per raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero, grazie alla combinazione di fotovoltaico, pompe di calore, isolamento ad alte prestazioni e ventilazione naturale, e all’impiego di materiali e attrezzature a basso impatto ambientale e recuperabili a fine vita. A eccezione del parcheggio interrato e dei vani scala e ascensore, tutte le strutture fuori terra saranno in legno, prefabbricate in elementi di dimensioni contenute e assemblate in sito: una scelta che permette di raggiungere un’area di difficile accesso per i mezzi pesanti e di ridurre rumori e disagi al traffico nel centro storico. Anche i materiali derivanti dalla demolizione dell’edificio novecentesco esistente saranno riutilizzati in loco per realizzare i percorsi esterni.
I lavori, che inizieranno nella prima metà del 2028, sono previsti in un’unica fase, della durata stimata di 22 mesi, al termine della quale tutte le attività di Magis potranno trasferirsi nella nuova sede.
Dal punto di vista architettonico, il progetto cerca un dialogo misurato con il patrimonio storico di Vicenza: più legnoso e naturale verso il bosco, il fiume Bacchiglione e i giardini a nord-est, più litico verso la città storica, di cui riprende il gioco di luci e ombre tipico dell’architettura palladiana e neoclassica. Una “contemporaneità gentile”, attenta alla fragilità del luogo.
“Vicenza accoglie un progetto che restituisce alla città un’area oggi priva di verde e la trasforma in uno spazio aperto a tutti, con un giardino e un bosco nel cuore del centro storico. Casa Magis è un’operazione di rigenerazione urbana straordinaria che esprime una visione ampia e lungimirante, capace di tenere insieme la cura dei luoghi e delle persone, la bellezza dell’architettura, la tutela dell’ambiente e la creazione di nuove occasioni di incontro. Un progetto che si inserisce perfettamente nel disegno complessivo di quell’area sui cui la nostra amministrazione sta già investendo molto, a partire da San Biagio e dagli altri interventi di riqualificazione del centro storico. Sono tasselli di un obiettivo comune: dare nuova vita a questa parte di Vicenza, valorizzarne il patrimonio e renderla sempre più accogliente, accessibile e ricca di opportunità”, ha commentato il sindaco Giacomo Possamai.
“Una multiutility pubblica ha il compito di creare connessioni tra la città e le persone”, ha sottolineato il presidente Federico Testa. “Con Casa Magis questo ruolo diventa visibile: un edificio a emissioni zero che non solo consuma meno, ma aiuta anche a diffondere una cultura della sostenibilità e del risparmio energetico”.
“Per Vicenza Casa Magis è molto più di un nuovo edificio: è il segno che un Gruppo che guarda lontano sceglie di mettere radici ancora più profonde nella nostra città”, ha affermato il vicepresidente di Magis Stefano Fracasso. “Nasce nel cuore del centro storico, a due passi dalle mura e affacciata sul Bacchiglione, firmata da uno studio vicentino che questa città la conosce e la vive ogni giorno. Restituiamo ai vicentini un’area oggi senza verde, trasformandola in un giardino e in un bosco aperti a tutti. È così che intendiamo il nostro legame con il territorio: non solo servizi, ma luoghi in cui la città possa riconoscersi e ritrovarsi”.
“Il nostro nuovo piano industriale mette le persone al centro, e Casa Magis ne è il segno più naturale: una nuova casa per chi lavora nel Gruppo e, allo stesso tempo, un regalo alla città di Vicenza”, ha dichiarato Alessandro Russo, consigliere Delegato di Magis. “Non è una sede, è una casa: un luogo aperto, con un bar, spazi di co-working, un giardino e un bosco che i cittadini potranno vivere ogni giorno. Per noi è il modo più concreto per dire che Magis appartiene al suo territorio e alle persone che lo abitano”.
“Il nostro studio è a pochi passi da qui e, come Magis, si affaccia sul Bacchiglione: abbiamo lavorato a questo progetto sentendoci parte della comunità a cui è destinato”, ha spiegato Flavio Albanese, fondatore di Asa Studio Albanese. “Abbiamo immaginato un’architettura sobria e senza eccessi – “nulla di troppo”, come recitava il motto inciso sul tempio di Apollo a Delfi – che mettesse al centro la natura, il benessere delle persone e il dialogo con la città storica”.

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